Tutto quello di cui si parla poco …

.. o che pochi, ma ben piazzati, non vogliono si sappia!

SONO ANCORA VALIDE LE MISURE TREMONTI-GELMINI?

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Questo è importante anche per le scuole di montagna che si sono viste ridurre organici.
(Fonte, retescuole.net)

Il 25 giugno 2009 é scaduta la delega di cui all’art 64 della legge n.133/08 e da questo momento decadono tutti i provvedimenti della Gelmini non ancora regolarmente adottati.

l 25 giugno è passato un anno dalla pubblicazione del decreto 112 (poi diventato legge 133), che col suo famigerato articolo 64 ha dato il via a tutte le misure che abbiamo conosciuto e combattuto in questo anno scolastico. Un anno senza che però nulla di quanto è stato prodotto da questo governo sia stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale..
Ciò nonostante azioni concrete sono state compiute da parte del Miur sul piano della determinazione degli organici, della conseguente “riorganizzazione” del lavoro scolastico, della individuazione dei soprannumerari.
Sulla correttezza di tutto ciò la FLC Cgil ha sollevato più di qualche rilievo: non è un caso, infatti, che abbia prodotto ricorsi su circolari e ordinanze, quali quelle sulle iscrizioni
e sugli organici,
ed abbia ottenuto una qualche ragione da parte dei TAR, anche se questo non è bastato a fermare l’azione del Governo e del MIUR.
Ora che l’anno è passato, anche alla luce dei 12 mesi canonici di efficacia delle deleghe, i dubbi, i sospetti e rischi di irregolarità e di illegittimità del tutto potrebbero essere ulteriormente aumentati e nel frattempo, le scuole sono lasciate nel caos più totale.
Il 13 luglio 2009 il TAR Lazio dovrà pronunciarsi in via definitiva sui ricorsi proposti dalla FLC Cgil.
Lo stesso Parlamento non è nelle condizioni di sapere cosa stia accadendo e 20 deputati del Partito Democratico hanno inviato una interpellanza al ministro Gelmini, proprio in merito alla regolarità e alla validità del tutto.
Qualcuno che abbia un minimo di senso di responsabilità porrà fine a questa ridda di annunci scambiati per norme e di norme che non sono tali?

E’ stata anche presentata una interpellanza che è possibile leggere e monitorare su Openpolis.


Ecco come è possibile chiedere il ricalcolo degli organici di diritto

Saluti a tutti.

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L’alternativa energetica secondo Harvard University

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Secondo la un gruppo di ricercatori della Harvard University con eolico ben posizionato si può arrivare a produrre 40 volte il consumo energetico mondiale attuale, considerando una operatività del 20% sulla loro potenziale capacità (fonte tiscali).
Per quanto riguarda l’immagazzinamento dell’energia per quando non c’è vento o quando c’è più richiesta, il problema è solo di come fare, ci sono tanti modi, un modo possibile, come suggerisce anche Rifkin in (Economia all’idrogeno) usare l’energia in surplus per produrre idrogeno dall’acqua.
I nostri governanti dovrebbero leggere più spesso le news su internet, forse ne trarrebbero idee interessanti, finché leggeranno solo i giornali di stato nulla si muoverà.

Intanto … teniamoli d’occhio ;-)

Saluti a tutti.

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OpenParlamento, teniamoli d’occhio!!!

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Avevo sentito parlare di questo progetto e finalmente lo vedo realizzato. Si tratta di un sito dove è possibile vedere le presenze e l’attività del parlamento e dei parlamentari.
E’ fantastico, per esempio è possibile, volendo, chiedere ai seguenti Signori cosa diavolo ci fanno in parlamento e perché continuano a essere pagati dallo stato:

percentuali di assenza dei deputati, i primi tre
GAGLIONE Antonio (PD) 89.01%
SILIQUINI Maria Grazia (PdL) 81.86%
BACCINI Mario (Misto) 80.12%

percentuali di assenza dei senatori:
BONINO Emma (PD) 80.00%
PISTORIO Giovanni (Misto) 76.57%
ZAVOLI Sergio (PD) 71.97%

Sinceramente mi chiedo se non si vergognano di tali assenze. Se uno ha altro da fare, eviti di fare il parlamentare. A noi servono rappresentanti reali, non virtuali.

Fonte openparlamento

Non solo, ma è possibile seguire le interpellanze dei parlamentari, e si scoprono cose interessanti.
http://parlamento.openpolis.it/

Saluti a tutti.

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Tremonti dice che il nucleare non conviene!

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Io nella mia tesina di terza media, quando il nucleare andava alla grande, ero giunto alle stesse conclusioni, pero’ più di 25 anni fa. I costi di costruzione della centrale sono in parte finanziati dallo stato e quindi non considerati nel costo dell’elettricità, eventuali costi dovuti ad emergenze non sono calcolati inoltre non è calcolato il costo di smaltimento e stoccaggio delle scorie radioattive.
A questo si aggiunge il fatto che il costo di costruzione delle centrali in questi anni è raddoppiato (fonte jacopofo.com). Il nucleare è ovvio che non convenga da un punto di vista economico e soprattutto di sicurezza. Ma questo è tanto più vero per il fatto che esistono decine di alternative, nessuna può darci tutta l’energia che serve, ma tutte insieme si.

Saluti a tutti.

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Istituto Comprensivo della Val Ceno

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Durante lo spettacolo di fine anno tenutosi presso le scuole di Bardi, abbiamo appreso che il direttore dell’Ufficio Scolastico Provinciale ha chiesto il trasferimento del dirigente scolastico dell’IC, Marco Pioli, per “incompatibilità ambientale”. All’origine dell’incompatibilità ci sarebbero pressioni del comune di Varano de Melegari, dovute probabilmente a una diatriba sulla localizzazione della presidenza dell’Istituto, che Varano vorrebbe presso il proprio comune.
La questione a mio avviso dovrebbe essere approfondita e cercheremo di vederci più chiaro. Anche su questo mi sembra ci sia poca informazione e spero non ci siano egoismi e campanilismi inutili all’origine della vicenda. Forse sarebbe opportuna una discussione condivisa tra tutti i paesi coinvolti nell’IC.
Personalmente metto a disposizione questo spazio per raccogliere pareri e fatti. Commenti offensivi non saranno pubblicati e anche commenti contenenti fatti privi di un riscontro verificabile.

Fonti di queste informazioni:
L’Informazione di Parma, 6 giugno 2009, articolo di Roberta Maggioni
Post di Davide Galli sul forum di alicenonlosa

Saluti a tutti.

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Diritto d’Autore

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Sempre con fonte Altroconsumo, pubblico un sommario di ciò che per un utente è lecito fare in rete (in riferimento alle attività che potrebbero violare il diritto d’autore).

Per quanto riguarda il software commerciale:
Il software commerciale è quello vincolato da licenze commerciali, quindi non da licenze open.
L’utente relativamente a questa tipologia di software ha i seguenti diritti:

  • Effettuare la copia di backup del software non può essere impedita per contratto, però questa è spesso impedita dai sistemi anticopia, i Drm.
  • E’ possibile (anche senza essere autorizzati) riprodurre, modificare e adattare il programma, se necessario per adeguarlo all’utilizzo per il quale è stato acquistato, per correggere eventuali difetti di funzionamento o per renderlo interoperabile con altri software (cioè per consentire al software acquistato di comunicare con altri programmi).
  • Parlando invece di file video o audio:

  • E’ possibile riprodurre cd, dvd, videocassette a uso privato, anche in compagnia di famigliari e/o amici. Non è possibile però riprodurre questi contenuti in manifestazioni pubbliche e tanto meno chiedere denaro in compenso (per far questo è necessario seguire la normativa esistente e pagare i diritti d’autore per questo uso).
  • Si può fare una copia di backup (cioè di salvataggio, di scorta) anche eventualmente convertendo il formato originale in una altro formato audio/video. Però non è possibile vendere o regalare la copia, non solo, non è nemmeno possibile fare copia di una copia.
  • La musica o i filmati scaricati a pagamento possono avere un limite di utilizzo (è possibile riprodurli su un numero limitato di dispositivi o per un numero limitato di volte), in questi casi non è possibile la copia.
  • Quando la visualizzazione avviene in streaming, sia on demand (dove l’utente sceglie il programma) che in webcasting, cioè in diretta, è vietata la copia.
  • trasmissioni radio e TV possono essere registrate (sempre se l’uso è personale) purché l’utente paghi il canone o l’abbonamento
  • La condivisione di file protetti da diritto di autore (scaricare cioè in P2P con programmi come eDonkey, eMule, Kazaa, BitTorrent, LimeWire ecc.) è possibile solo se si pagano i diritti di autore o si ha il permesso dell’autore. Altrimenti il download è illegale, non solo, se il download è a fini di lucro il reato è penalmente perseguibile.

    Sono invece scaricabili tutti i contenuti non protetti, quindi open source o comunque con licenze open come la creative common licence.

    In generale, se non è presente alcuna indicazione sul copyright (come in molti blog) un testo o un brano musicale proprio, messo a disposizione su internet è protetto da diritto d’autore secondo la Convenzione universale del diritto d’autore di Ginevra del 1952.

    Quindi, quando un’opera è protetta, i diritti di riproduzione sono riservati all’autore e a chi ha acquistato tali diritti, per fortuna però esistono alcune eccezioni che consentono di diffondere una certa tipologia di informazione in modo libero:

    1. Si possono riprodurre liberamente articoli di attualità, se non vietato in maniera esplicita. In questo caso comunque devono essere riportati: fonte, data di pubblicazione, autore (ovviamente se queste sono note).
    2. Il contenuto di discorsi è pubblicabile se l’argomento è di carattere politico o amministrativo e il discorso è tenuto in pubblico oppure l’assemblea o la conferenza presso la quale si tiene è aperta al pubblico. Anche in questo caso deve essere indicata fonte, autore, luogo e data.
    3. E’ possibile pubblicare riassunti, citazioni o brani di libri a scopo di critica, discussione o insegnamento. A patto di indicarne titolo, autore, editore ed eventualmente traduttore.
    4. Le immagini presenti in rete sono pubblicabili solo con il permesso dell’autore o di chi ha acquistato i diritti.
    5. Se l’immagine non riporta il nome del fotografo o di chi ne detiene il copyright e l’anno della stessa può essere utilizzata liberamente, anche se essa è una fotografia di un’opera d’arte.

    Sanzioni

Emendamento D’Alia

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Sembra che il PDL abbia l’intenzione di modificare la legge D’Alia, è stato Antonio Palmieri (Pdl) ad annunciare l’intenzione da parte della maggioranza di rivedere alla Camera il testo presentato al Senato dal senatore Udc Giampiero D’Alia, che nel corso del convegno non si è dichiarato contrario a eventuali modifiche.
Questo è quanto è stato riportato da Altroconsumo, dopo un convegno organizzato il 23 aprile scorso, nel corso del quale si è parlato di pirateria, mercato digitale, equo compenso, ruolo della Siae e dei provider, diritti e doveri in rete.
Staremo attenti e seguiremo questa vicenda e anche l’evoluzione del disegno di legge di Gabriella Carlucci che mira a eliminare l’anonimato in rete. Il ministro evidentemente non è a conoscenza del fatto che l’anonimato in rete non esiste di già. Per fatti perseguibili penalmente la polizia postale è in grado di tracciare da dove ci si collega e di conseguenza chi si collega e quindi chi pubblica informazioni, commenti e quant’altro. Spesso l’anonimato consente di esprimere più liberamente le proprie opinioni, ovviamente nel limite della legge, senza rischiare ripercussioni, cosa molto frequente in un paese come il nostro dove le opinioni critiche o contrarie non sono ben accette.

(Fonte Altroconsumo)

Saluti a tutti

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Mangiamo carne in scatola, vestiamo Nike e intanto l’Amazzonia sparisce

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Sembra non esserci collegamento, ma non è mai così, tutti i nostri consumi hanno un impatto, sulla qualità della vita di persone lontane, sull’ambiente di tutti e alla fine ci ritornano come un boomerang e hanno impatti negativi anche sulla nostra vita.
In Italia l’allevamento bovino è molto limitato rispetto a quanto lo era in passato, esistono paesi con grandi praterie dove l’allevamento avrebbe un impatto inferiore, invece aziende come Montana e Simmenthal, Timberland, Adidas, Reebok, Clark’s, Nike, Geox …. vanno a cercare carne e pellame in allevamenti Amazzonici. Se a questi signori facessimo pagare i costi ambientali di questa loro scelta, tornerebbero subito ad acquistare carni e pellame proveniente anche dall’Europa. Alla deforestazione amazzonica è stato attribuito un peso del 14% sulle emissioni globali di CO2.
E’ necessario capire che quello che succede in Amazzonia ha un impatto su tutto il mondo. Oltre alle emissioni che la foresta è in grado di assorbire, è necessario considerare la quantità di specie animali e vegetali non ancora ben conosciute che tuttora esistono in quella immensa foresta e che spariscono a un ritmo spaventoso. Da quegli animali e piante possiamo aspettarci tanto quanto è stato scoperto fino ad ora in medicinali e cure alle malattie.
Io vi invito veramente a firmare questa petizione. Greenpeace ha ottenuto già molto in altri ambiti, sostenerli almeno con una firma può essere importante.

Firma

Saluti a tutti.

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