Tutto quello di cui si parla poco …

.. o che pochi, ma ben piazzati, non vogliono si sappia!

Roccamurata e dintorni

Sabato 19 febbraio si è svolta l’assemblea pubblica, a Roccamurata (vicino a Borgo Val di Taro -PR), per discutere dei pericoli legati all’attività estrattiva della cava “Le Predelle”. La cava, una delle tante cave di ofiolite del parmense, è un pericolo in questo caso per due motivi:
1) Come la maggior parte delle cave di pietre verdi, l’attività libera e mette in circolazione molte fibre di amianto, sulla cui pericolosità mi sembra inutile insistere. C’è anche una legge del 1992 che vieta estrazione, utilizzo, commercializzazione di amianto e materiali contenenti amianto, legge che poi è stata incredibilmente smentita dai decreti attuativi e leggi connesse.
2) La cava ha scavato una parte di montagna dietro la quale troviamo Roccamutata sotto e Gorro sopra: entrambe le frazioni stanno subendo danni a causa di frane che ultimamente si sono messe in movimento con inconsueta velocità di scivolamento rispetto alla storia passata. Il Comune di Borgo Val di Taro, a detta del comitato “No Cava“, afferma di avere in mano uno studio che attesta e smentisce che sia la cava ad essere la causa di tutto questo.

La cosa un po strana e certo non molto etica è che il dottor Andrea Bricoli, oltre ad essere il progettista della cava risulta essere il relatore tecnico del Comune di Borgotaro sullo stesso argomento. Di certo ci sono “solo” le paurose e visibili crepe nelle case e le sicure crepe causate alla salute dei cittadini dall’amianto.

Una cosa è certa, dietro a Roccamurata è stata praticamente costruita una mega vasca da bagno (priva di un efficiente sistema di drenaggio dell’acqua, come constatabile anche dalla documentazione mostrata nell’assemblea), a una quota leggermente più alta e viene proprio da pensare (per logica) che l’acqua, defluendo attraverso la roccia, passi proprio sotto le case di Roccamurata causandone lo scivolamento. Mentre, per quanto riguarda Gorro, che è in alto, il fatto di togliere la montagna sulla quale si appoggiava fa sospettare un possibile scivolamento verso il basso della massa esistente.

Un grosso in bocca al lupo agli uomini e alle donne del comitato “No Cava” di Roccamurata, che comunque non saranno lasciati soli in questa lotta ma saranno insieme a “Cave all’amianto? No grazie!” e alla neonata “Rete Ambiente Parma” con tutti gli altri comitati ed associazioni aderenti.

Una cosa su cui riflettere:

Probabilità di contrarre mesotelioma
(esclusi tutti gli altri tipi di tumore
possibilmente correlati all’amianto) 1 su 60 mila.
Probabilità di vincere l’enalotto 1 su 600 milioni.

E’ 10 mila volte più probabile contrarre un mesotelioma che vincere l’enalotto, eppure c’è molta più gente che gioca l’enalotto rispetto a quanti si preoccupano dell’amianto in circolazione.
C’è un altra analogia con le lotterie: chi vive vicino alle cave, chi lavora a contatto con l’amianto o chi se lo trova sul tetto o in casa senza nemmeno saperlo, è come se acquistasse più biglietti … più biglietti hai e più facile è “vincere”.

Ecco alcune foto della cava e dei danni alle case: https://picasaweb.google.com/caveallamiantonograzie/20110219?feat=directlink

Saluti a tutti.

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Roccamurata, la cava che ruba la vita

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Pubblicata da ReteAmbienteParma il giorno giovedì 17 febbraio 2011 alle ore 21.25

Sabato 19 febbraio, dalle ore 17:00 presso la trattoria Pescacciatore di Roccamurata (Borgo Val Di Taro), si svolgerà la seconda assemblea pubblica del Comitato “No Cava le Predelle”, che si batte da anni per la chiusura della cava di ofiolite presente sul territorio della frazione della Valtaro.
Durante l’assemblea interverrà Fabio Paterniti, portavoce del comitato “Cave all’amianto No Grazie” di Bardi, con la relazione: “Amianto: le cave ofiolitiche, la morte invisibile delle nostre montagne”.
L’argomento dell’incontro riguarda una delle tante emergenze ambientali del nostro territorio. Sono ancora attive in provincia di Parma numerose cave di estrazione nella quali il minerale prelevato presenta fibre di amianto, pericolose per la salute.
La cava di Roccamurata è la più pericolosa dell’Emilia Romagna in quanto il materiale è una particolare pietra verde denominata tremolite, la fibra più dannosa della famiglia dell’absesto.
Paolo Magnani presenterà documentazione filmata e fotografica di denuncia per le inapplicate norme di sicurezza nell’estrazione e nel trasporto dei carichi di fibre di amianto dalla cava di Roccamurata: farà da moderatore il giornalista Gabriele Majo, direttore diwww.stadiotardini.com
Roberto Bardini invece si occuperà delle problematiche idrografiche, franose e di impatto ambientale causati dagli scavi nella montagna di Gorro.
Il dibattito sarà ovviamente aperto, valutazioni e visualizzazioni di documenti e gallerie fotografiche, svolte con accuratezza visti i preoccupanti danni alle abitazioni, saranno al centro dell’intervento di Simone Saia, con qualche ospite esperto.
Ci sarà infine una relazione sulle azioni di denuncia e legali intraprese dal Comitato No Cava le Predelle e prima ancora dalla comunità dei paesi di Roccamurata e Gorro. Il relatore per il periodo di competenza sarà Valerio Piscina, presidente uscente del comitato. La relazione sarà completata con le ultimi iniziative spiegate da Andrea Palù.
Tutto il territorio è ovviamente invitato a partecipare per poter approfondire la tematica e conoscere da vicino i dettagli della situazione che sta mettendo in grossa apprensione le comunità locali, visti i rischi correlati.
Una presenza numerosa sarà importante per dare il segnale alle autorità di una sensibilità ambientale diffusa e pronta, di una popolazione informata e determinata per la difesa dei diritti alla salute ed a vivere in un ambiente sano.
Rete Ambiente Parma, il coordinamento di associazioni e comitati del parmense che si interessano della salvaguardia dell’ambiente, ha dato la proprie piena adesione alla serata, così come l’associazione GCR, che si occupa della lotta all’inceneritore di Parma.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma – GCR

Parma, 17 febbraio 2011
-444 giorni all’avvio dell’inceneritore di Parma,
ORA lo possiamo fermare.

+262 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché l’inceneritore costa 315 milioni di euro?
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Piano delle Attività Estrattive – Bardi

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PIANO DELLE ATTIVITÀ ESTRATTIVE (PAE)

Dal 16 febbraio 2011 sarà consultabile, presso il comune di Bardi, il piano delle attività estrattive.

Il PAE sarà consultabile per 30 giorni, dopo ci saranno altri 30 giorni di tempo per la presentazione di osservazioni al piano. Le osservazioni potranno essere avanzate dai cittadini di Bardi, da commercianti, artigiani, professionisti e aziende con attività stabili sul territorio e da associazioni, comitati e partiti.

“Cave all’amianto no grazie” preparerà le osservazioni ritenute opportune e chiederà ai cittadini la loro sottoscrizione.

Cave all’amianto? No grazie!

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