Tutto quello di cui si parla poco …

.. o che pochi, ma ben piazzati, non vogliono si sappia!

Quattro calcoli poco rassicuranti.

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Secondo il “Progetto regionale pietre verdi” vengono rilasciate decine o centinaia di mg di amianto per ogni chilo di roccia cavato.
Consideriamo solo i 150 mila metri cubi in via di autorizzazione (mi fa paura pensare ai metri cubi già scavati e quindi alla quantità di amianto presente nelle cave e disperse in ambiente), autorizzazione che è stata concessa riducendo il quantitativo inizialmente richiesto: non oso immaginare quante centinaia di migliiaia di metri cubi siano già stati cavati negli ultimi 20 anni.
Comunque, considerando l’ipotesi più favorevole, 10 mg/kg abbiamo, considerando un peso specifico della roccia di circa 2500 kg al metro cubo.

10mg/1kg = 10mg*1000/1Kg*1000 = 10g/1t = 10g / 1t

Quantità autorizzata in tonnellate: 2,5t * 150000 Mc = 300000 t

10g * 300000 = 3 milioni di g di amianto = 3 mila 750 Kg di amianto = 3,75 tonnelate di amianto

Nel caso di ipotesi sfavorevole (centinaia di mg/kg, supponiamo 100mg/kg per semplicità) si arriverebbe quindi sulle 37,5 tonnellate. Si tenga presente che, purtroppo le cave delle nostre zone sono ricche di amianto e quindi è probabile che ci si avvicini più all’ipotesi delle 37 tonnellate piuttosto che a quella più favorevole, comunque piuttosto inquietante.

Scusate per il procurato allarme, ma due discariche di amianto per un totale tra tra le 3 e 37 o più tonnellate di amianto mi dà sinceramente un po’ di inquietudine.
Fate conto che un tetto in eternit pesa 16-18 Kg/mq e contiene il 10-15% di amianto, quindi un grosso capannone, diciamo di 1000 mq ha un peso di 16-18 t e un contenuto di amianto di circa 1,6/2,7 t di amianto. Da questo, personalmente, deduco che ci si dovrebbe occupare delle cave, tanto quanto ci si deve occupare di eventuali tetti in eternit e ho difficoltà a capire come sia possibile che i nostri amministratori e medici possano ammettere la pericolosità di un tetto e non ammettere la stessa pericolosità per le cave.

Sotto, un altra lettera di concittadini bardigiani.

Egregio direttore faccio parte di quelle “poche persone” così definite svariate volte che abitano nei
pressi della cava di Pietranera nel comune di Bardi. Ci tengo a ribadire che non siamo intenzionati a
fare silenzio. Come avrà notato nei vari articoli pubblicati in merito a questa vergognosa situazione
il centro del discorso su cui si va sempre a sbattere è la politica, a noi ciò che interessa e’ la nostra
salute e tutelare quella dei bambini che in questi luoghi stanno crescendo, e lo faremo fino in
fondo. Di cancro si muore. Si continua a parlare di “livelli minimi” ma qualcosa che non va c’e’,
qualcosa che si tende ridicolizzare per farlo sembrare quasi superfluo c’e’. Qualcosa che nel
frattempo sta facendo di Bardi un luogo da cui rimanere lontani. Proviamo a pensare a chi intorno
a questa miniera di veleno ha investito soldi per comperare o sistemare una casa per scappare
dall’ inquinamento della città pensando di respirare aria buona. Andremo avanti e continueremo
a batterci per ciò che di buono in questo paese ci resta: l’ aria pulita. In questi luoghi abbiamo
deciso di vivere crescere e lavorare nonostante le mille difficoltà, a “noi pochi” di questo paese va il
merito ma non ci stiamo ad essere cavie umane per finanziare il portafoglio di chi e’ dietro a questa
situazione.
Non si era detto che nelle casse del comune portava pochi soldi ?
E allora oggi quale guadagno c’e’ e per chi ?
La salute e’ la nostra al di là di quale sia il colore della bandiera.

Mariangela Antoniazzi – loc la costa 43032 bardi (PR)

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Rabbrividisco e mi arrabbio al pensiero

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Oggi la lettera di una coppia che ha visto Pietranera sparire, metro cubo dopo metro cubo. E’ giusto poter deturpare il paesaggio in questo modo? Il terreno, è momentaneamente di qualcuno, ma prima o poi tornerà ad altri e cosa troveranno? Un cumulo di ghiaia contaminata da amianto e un groppo devastato dagli scavi. L’uomo ha il diritto di distruggere il paesaggio in questo modo minando la salute nostra e di chi verrà? L’intelligenza non dovrebbe essere usata per trovare il modo più giusto nei confronti di tutti, presenti e futuri? La tecnica e la tecnologia in questo devono aiutarci. Non ci deve interessare una scienza che ci curi a colpi di medicina e chirurgia (per altro sempre più negata ai meno abbienti), interessante e utile è una scienza che eviti la malattia e che aumenti la qualità della vita di tutti.

Costageminiana Caberra

Siamo due sposi io, Mimma, ed Emilio che, da 18 anni ormai dopo la nostra permanenza a Parma
viviamo stabilmente a Caberra di Costageminiana frazione di Bardi.

Il paese si snoda in varie località quasi tutte situate di fronte alla roccia di Pietranera.
Cinquanta anni fa, come maestra elementare ho accettato di insegnare in montagna, proprio qui a
Costageminiana. Una parte determinante di questa decisione è stata la bellezza del paesaggio che ci
circonda. Ricordo che dalla finestra di quella casetta, sopra la scuola, a Caberra, si vedevano le cime
del groppo di pietra nera scure, in mezzo al verde boschivo che luccicavano al sole. Le paragonavo
alle guglie di cattedrali naturali. Poi, con uno dei figli di questa terra, mi ci sono anche sposata.
Quante volte in solitarie passeggiate o con amici siamo saliti a Pietranera !
Mi dicevano: “E’ valsa la pena rimanere qui, per l’ aria salubre, per la visione dei monti che fanno
da corona la paesaggio, per la gioia che si prova sostando fra i rari fiori, gli alberi, gli uccelli ….
assaporando la pace del silenzio”. Ma poi sono arrivate le macchine. Si sono arrampicate fin lassù
camion jeep scavatrici, ruspe devastando il territorio circostante e cavando fuori dalle rocce fibre
di amianto e polveri velenose non solo per gli abitanti del paese ma per tutti gli esseri viventi che
respirano. Se si sale ora a Pietranera si vede subito la mano violenta dell’ uomo. Fa impressione una
pianta sradicata che innalza le sue radici al cielo come invocando aiuto per lo scempio ricevuto. E
i camion che vanno e vengono spargono nell’ aria le loro micidiali polveri passando fra le case i
giardini le scuole gli edifici comunale ….
Una sola fibra che si respira non si vede e subito non si sente ma può, anche dopo vari anni,
provocare danni irreversibili nel nostro apparato respiratorio. Ogni mattina quando apro la finestra il
mio sguardo va a pietra nera e, trepidante, non vorrei mai vedere i fari lampeggianti delle macchine
al lavoro. Ma non e’ stato stabilito per legge che l’ amianto e’ velenoso ?
Dove sono allora coloro che “dall’ alto” dovrebbero tutelare l’ ambiente ?
Dove, coloro che “dall’ alto” dovrebbero tutelare la salute dei cittadini ?
Non rimangono che le nostre deboli voci che, pur essendo valide, non e’ concesso loro di essere
determinanti. Forse questi pensieri lasceranno il tempo che trovano ma non si dica più che la gente
non sa e non ne vuole sapere. Tutti sappiamo; e’ la paura che ci blocca. La paura poi di che cosa ?
Mi viene in mente l’ appello accorato di Giovanni Paolo II° “Non abbiate paura !” battersi per
la libertà e per la giustizia non deve far paura ! Dio ha creato le bellezze della Natura per noi,
rispettiamole e non mortifichiamole a nostro danno anzi godiamo dei benefici che ci regalano per la
nostra sopravvivenza ma per le generazioni future…

Mimma Emilio Dappie – loc. caberra 43032 bardi (PR)

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Una bella illusione

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Come tanti che hanno contribuito al ripopolamento di Bardi, la storia delle cave di pietre verdi è una amara sorpresa, inaspettata, in un paese che metteva la sua “incontaminata bellezza” tra i propri punti forti. Lo ripeto, come già fatto direttamente presso le sedi comunali e presso i consiglieri di Bardi. Chi viene a Bardi dalla città cerca aria e ambiente più pulito, quelli sono i punti di forza della montagna: aria, boschi, prati e torrenti puliti. Questi sono i beni preziosi da curare attentamente e da sfruttare con estrema cura e cautela perchè continuino a essere una ricchezza anche per il futuro e, anzi, lo diventino ancor di più.

Costageminiana Caberra

Siamo una coppia di giovani sui 35/40 anni che dopo varie peripezie di vita ci siamo ritrovati qui
sui monti attorno a pianazze dopo esserci persi di vista per ben 20 anni. L’ amore per la natura e la
vita tranquilla aria e acqua pulita ci hanno fatto abbandonare progressivamente le città di Milano e
Piacenza per poi risalire uno verso le colline di Ponte dell’ Olio e verso il comune di Farini.
Da un anno a questa parte ci siamo rincontrati proprio qui sulle nostre amate montagne, in quanto
figli di proprietari di case ereditate da una decina di generazioni e abbiamo deciso di convivere qui
a Caberra.

Qui per due persone della nostra età pur avendo a favore il fatto di non pagare l’ affitto, e’ difficile
davvero campare e riuscire a guadagnare qualcosa per vivere e mangiare. Si fa un pò di tutto chi
taglia boschi, chi coltiva l’ orto, chi ha 3 mucche e chi 2 capre. La scelta quindi di vivere qui e’
sicuramente attribuibile ad una scelta di vita più che di interesse nello sfruttare le case dei genitori
che sono sfitte tranne che per 2 settimane all’ anno in agosto e qualche week-end durante l’ anno.
Nelle città la vita e’ diventata impossibile, violenza inganno ma soprattutto l’ apparire esteriore si
insinua ovunque e in qualsiasi rapporto umano. Qui si ritorna indietro di qualche decennio, i tempi
e la vista scorrono lenti, tutti sorridono e tutti ti salutano offrendoti il loro aiuto appena ti vedono in
difficoltà.

Si siamo gli ultimi arrivati, ma non per questo la nostra voce non deve essere ascoltata, non
abbiamo ancora partecipato a nessuna pubblica assemblea o riunione di questo comitato che si e’
formato contro la riapertura della cava di Pietranera ma dal poco che abbiamo appreso parlando con
gli altri abitanti di Caberra e’ che assieme alla parte rocciosa nello scavare la montagna verrebbero
perse delle fibre di amianto, che neppure commento in quanto si sa benissimo l’ effetto che fa sull’
ambiente e sull’ uomo. Sicuramente ci saranno sotto interessi economici e si sa come va qui in Italia
il soldo muove tutto ed in questo caso muove pure le montagne !!!! Che possono fare un gruppo di
persone inermi contro queste situazioni di permessi sulle cave e rinnovi negli anni successivi, una
semplice mail di disapprovazione.

Questo si e’ un appello disperato e che inviato ad un quotidiano si spera almeno venga pubblicato
e recepito da altre persone per farle almeno pensare, disinteressarsi alla cosa e’ come appoggiarla e
appoggiarla significa respirare amianto per anni se lo scavo verrà riaperto.

Camoni Gian Antonio ,Lara Garofalo
loc caberra
bardi (PR)

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Dopo Ramona, altre lettere di disapprovazione per la riapertura delle cave di pietre verdi

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Per un paesino come Bardi, avere tanti riscontri è qualcosa di eccezionale, solo l’amministrazione comunale e chi cava queste pietre, non vuole rendersi conto delle fondate preoccupazioni dei cittadini. Nulla nella documentazione AUSL è in grado di dare sicurezza, le prescrizioni che le ditte che caveranno dovrebbero seguire, sono solo una ulteriore conferma alla pericolosità di questo tipo d attività. Queste pietre possono e devono essere sostituite con altre tipologie di inerte per precauzione: le nostre preoccupazioni oltre a essere fondate hanno moltissimi riscontri che solo chi di dovere non vuole ammettere e valutare nella luce opportuna. Questa settimana, una lettera al giorno.

Alla Cortese attenzione di tutta la redazione della Gazzetta di Parma,

Buonasera, mi chiamo Ivan Rodolfo MANCINI, sono nato e cresciuto in Versilia seguendo la vita del mare e riuscendo ad arrivare ad essere un Capitano di Lungo Corso.

Lo scorso anno ho conosciuto, con enorme piacere, una persona molto speciale che senza indugi e molto coraggio mi ha accompagnato forse nel viaggio piu’ grande ed avventuroso che io abbia mai fatto, l’attraversata dell’Oceano Pacifico in barca a vela.

Questa splendida persona si chiama Camoni Maria Sole, e’ nata a Pontenure (PC) e grazie ai mesi trascorsi insieme attraversando l’oceano abbiamo avuto la possibilita’ di conoscerci molto bene descrivendoci a vicenda la nostra infanzia,puberta’ e giovinezza ed ovviamente i luoghi a questi connesi.

Lo scorso novembre, una volta rientrati in Italia, abbiamo colto l’occasione per passare altri bei momenti in montagna, il mare era diventato un pochino “abbondante” e abbiamo scelto Caberra di Costa Geminiana (PR), un piccolo e caratteristico raggruppamento di case sull’Appennino Tosco-Emiliano sviluppatosi attorno al Chiesa-Convento della Beata Margherita Antoniazzi che dal 1525 ha dato origine al paesino.

Una di queste case da generazioni e’ di proprieta’ della famiglia della mia fidanzata e grazie a lei ho avuto l’onore ed il piacere di conoscere sia posti bellissimi che la loro storia cosi’ tanto ben descritta da lei.Addirittura ho avuto il privilegio di conoscere una meravigliosa coppia di ultra centenari che tutt’oggi in barba al progresso ed ai problemi legati alle grosse citta’ vivono su quelle montagne in armonia con i luoghi che li hanno visti crescere e che li hanno dato la capacita’ di vivere una vita cosi ben vissuta che solo star loro vicino si viene investiti da amore,rispetto e pace, sentimenti che di sicuro sono stati trasmessi dall’ambiente circostante.

Purtroppo proprio oggi sono venuto a conoscenza che nelle cave di Pietranera (PR), paese limitrofo a Caberra,situato sui pendii del fiume Cena, esiste l’intenzione da parte dell’amministrazione locale di riaprile, queste sono state chiuse in precedenza e catalogate dalla regione Emilia Romagna come nocive all’ambiente per la presenza di AMIANTO!!!

Ovviamente non ci vuole un esperto per capire che l’acqua piovana poi contaminata ed immessa nel sottostante fiume inquinerebbe fonti e terreni coltivati , avvelenando animali e persone, senza pensare alle polveri che verrebbero immesse nel territorio durante il trasposto su ruote.

Cerchero’ nel mio piccolo di portare all’attenzione di piu’ persone possibili questo imminente pericolo per la salute pubblica e mi auguro di cuore che anche voi , magari investigando e sviluppando maggiormente la notizia possiate fermare questo pazzo e scellerato piano di discarico veleni nel nostro mondo gia’ esanime.

Con profondo Rispetto porgo a Tutti Voi

I miei Distinti Saluti

Ivan Rodolfo MANCINI

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Dal 2006 si sa che le ghiaie ofiolitiche sono pericolose.

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Un documento, nemmeno protocollato, dell’ARPA che doveva destare preoccupazione e qualche azione di tipo preventivo per evitare l’uso delle stesse ghiaie. Bardi e il parmense sono pieni di ghiaie di questo tipo, e ogni volta che ci si passa sopra con l’auto si effettua una vera e propria prova di rilascio dell’amianto. Qualcuno si è preoccupato della cosa? Amministratori di Bardi precedenti e attuali, cavatori e simpatizzanti dei cavatori invocano documenti che giustifichino la nostra preoccupazione, ma quando se ne trovano uno in mano, sembra che facciano finta di nulla.

Da caveallamiantonograzie.info

La congiura del silenzio – documenti

Il 27 dicembre 2006 pervenne al sindaco di Bardi l’ informativa ARPA avente per oggetto le ghiaie ofiolitiche contaminate da amianto oltre i limiti di legge.
Anche a una lettura veloce, il documento appare importante per i risvolti sanitari, ma è archiviato dall’amministrazione di Bardi senza numero di protocollo.

Continua su caveallamiantonograzie.info

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Un altro paio di risposte anonime alle affermazioni del Sindaco Conti

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Tra la posizione di Ramona e dei due interventi anonimi, riportati più sotto, c’è una enorme differenza, ma dimostra che molti cittadini capiscono che la nostra battaglia poco ha a che fare con i vittimismi di partito, ma ha molto a che fare con un possibile problema sanitario, peraltro assolutamente evitabile non andando a cavare le “pietre verdi”.
Ai vittimismi di Conti, da parte mia, posso solo rispondere: l’approvazione del PAE è adesso, è ovvio che la protesta si accentui proprio ora, ma essa è cominciata almeno nel 2008, quando il sindaco era di un colore politico diverso come dimostrano i documenti sul sito del Comitato “Cave all’Amianto? No grazie“).
Se il Sindaco non vuole essere oggetto delle rimostranze della cittadinanza e del Comitato, rinunci all’approvazione e la rimandi alla prossima amministrazione evitando però ricandidarsi, in modo da essere sicuro di non essere nuovamente coinvolto come attore principale.
Per altro, il Sig. Sindaco, ha l’abitudine di ritenere qualsiasi ferma e ripetuta richiesta di suo intervento sulle problematiche cittadine, come un fatto personale o una lotta politica contro la sua persona e il suo schieramento politico. Che dire: allargo le braccia allibito. Un Sindaco dovrebbe sapere quali sono le responsabilità alle quali va incontro.

Qui sotto le altre due risposte anonime pervenute attraverso il forum alicenonlosa.it.

da “mamma impotente”:

“Non sono ancora intervenuta in questo scambio acceso di opinioni sulle cave ma dopo aver visto ieri sera Conti a videotaro recitare la parte della vittima ancora una volta ho deciso che mi voglio sfogare!!! Premetto che sono bardigiana forse da piu’ generazioni di lui dato che qui ho letto che quelli venuti da fuori non avrebbero diritto di esprimere opinioni. Ma non voglio essere inserita d’ufficio nella «solidarieta’ silenziosa» delle persone che ha ringraziato Conti. A volte se non ci esponiamo e’ perche’ non possiamo e non vuol dire che siamo dalla sua parte o di quelli che protegge. E’ brutto da dire ma il lavoro di un marito con cui si tiene in piedi una famiglia non lo si vuole rischiare e anche chi ha una attivita’ non puo’ ritrovarsi senza clienti perche’ entrato nella lista dei cattivi da boicottare. Mi vergogno e mi ha colpito molto chi ha scritto di pensare ai figli ma anche se non avessi da dargli da mangiare non potrei guardarli in faccia e sarebbe peggio credetemi.”

da “REALISTA”

“Siamo realisti. Il ricatto criminale è certo molto più grave ma più facile da estirpare, perché comprovabile. Quello morale e latente come? Si denuncia la gente che non fa più la spesa in un negozio? Chi non ti da più la mano quando hai bisogno perché non può o non ha tempo? L’artigiano che trova le scusa per non venire a farti un lavoro? O la famiglia che non chiama più un artigiano e ne chiama un altro?

Denunci ogni persona che ti denigra con espressioni e mezze affermazioni con un lento lavorio per rovinarti la reputazione? Vai dai carabinieri perché quando qualcuno pronuncia il tuo nome uno allarga le braccia e dice “Ma… chissà…”.
I fatti sono affrontabili, le mentalità sono a un livello molto più profondo e ci vuole un lavoro di anni e anni, se tutto va bene.
Io capisco benissimo la mamma che ha scritto. Mi piacerebbe dire che non sono d’accordo con lei ma ho paura che non sarei onesta.”

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Una risposta alla lettera sel sindaco di Bardi apparsa oggi sulla gazzetta: cave ofiolitiche

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Grazie a Ramona, che ha avuto il coraggio di esporsi su forumvaltaro.it e ha capito il senso della nostra battaglia:

Risposta alla lettera sel sindaco di Bardi apparsa oggi sulla gazzetta: cave ofiolitiche

Signor Sindaco,

Le parlerò nel modo più semplice e diretto che conosco per replicare al suo commento alla recente approvazione per l’escavazione della cava di Pietra Nera apparso ieri sulla Gazzetta.

Lo faccio in quanto abitante del comune di Bardi, anzi della zona interessata dalla cava. Lo faccio come giovane donna presto mamma che riflette sul mondo in cui verrà alla luce sua figlia, e lo faccio come persona che cerca di dare qualcosa a questo pianeta e a questo mondo, oltre che a toglierne.

Intanto le vorrei far notare che tra principio di precauzione e quello di procurato allarme, una persona responsabile sceglie il primo. Si ha talmente tanta paura oggi di procurare un falso allarme, ovvero un falso positivo, che è meglio andare sui falsi negativi e star sicuri: il risultato è che poi le navi affondano, succedono i disastri nucleari e le persone non sono tutelate.

Ecco che confermo la sua idea persecutoria nei suoi confronti. E sa perché? Perché lei è sindaco ora, in questo momento storico, in questi anni. Questo vuol dire che ORA lei è responsabile della salute mia, di mia figlia e dei miei concittadini. Non 10 anni fa, non nel 2008, e non per le altre cave presenti nel territorio, ma per quelle su cui lei ha il potere e la responsabilità di decidere. Non l’avevano informata che diventare sindaco comporta questo? Chi altro ne deve rispondere?

Lei cita i pareri di ARPA e ASL come positivi: si è forse scordato del fatto che nel 2008 l’ARPA ha depositato un esposto in procura a seguito del quale i lavori alla cava sono stati sospesi, e si è indicata come soluzione la BONIFICA?

E ancora, lei sostiene che Regione e Provincia approvino questa scelta, ma allora come giustifica il fatto che il 30/09/2011 la Regione stessa abbia incluso questa cava tra i siti contaminati da amianto per i quali serve la bonifica?

Lei dice che il comitato non accetta come veri questi pareri che sarebbero positivi.

E lei perché non cita nemmeno l’allarme dato dall’ISDE sul pericolo di mesotelioma?

O addirittura, pensi un po’, una legge nazionale che prevede la cessazione di ogni attività che disperda amianto artificialmente o naturalmente?

Sa che mi sorge anche un altro grosso interrogativo? Secondo lei il comitato e chi ne fa parte, ricava un certo piacere dallo spendere tempo, risorse, energie per convincerla a tutelare il suo paese? Gente che forse ha anche un lavoro e una vita da portare avanti, e che non entra in queste questioni per professione, come lei, è contenta di doversi sgolare per anni al fine di farle presente che sta decidendo sulle nostre vite?

Ma se appunto da anni ci sono persone, che da questo non ricavano nessun vantaggio economico, che le chiedono di essere ascoltate, che le portano rapporti, relazioni, che le fanno presente le loro preoccupazioni in merito a una questione tanto delicata, io dico ma perché lei non deve ascoltarle e rimanere in silenzio? Perché non ho mai sentito nessuno pro cava portare le sue motivazioni, o essere chiamato ad argomentare in favore di questa? E perché devo accettare che in consiglio comunale venga sponsorizzata la cava da chi l’ha progettata, senza voci contrarie? Io ancora non so perché si debba scavare, mentre so perché non si dovrebbe.

Chiudo con una considerazione. Se anche non ci fosse il problema sanitario all’orizzonte, esiste quello dei camion che faranno avanti e indietro sulle nostre strade assolutamente non praticabili dai mezzi pesanti. Esiste il degrado di una parete rocciosa che è stata imbruttita e che era anche sede di reperti archeologici. Anche qui vale il principio di non procurare allarme? Forse sì, nel senso di non farlo sapere. Infatti i reperti non ci sono più, e con loro parte della montagna.

Ramona Pagnottaro

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