Tutto quello di cui si parla poco …

.. o che pochi, ma ben piazzati, non vogliono si sappia!

Eolico sul passo Santa Donna tra Borgo Val di Taro e Bardi – 2

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Un incontro per la cittadinanza in cui il relatore presenterà i dati ufficiali dell’azienda, estratti dalla richiesta presentata in Regione, delle 3 pale eoliche che una Società Anonima Svizzera vorrebbe installare sul Santa Donna.
Per capire insieme cosa significano le altezze, vedere le simulazioni elaborate dall’azienda stessa dell’impatto visivo che avrebbero, interpretare i dati dichiarati relativi all’emissione di 110 Decibel cadauna e il tipo di suoni e infrasuoni che verrebbo rilevati nelle varie frazioni della Val Noveglia.
Con spiegazione degli aspetti tecnici ed economici, anche per la ricaduta del valore delle proprietà immobiliari, basata su esempi oggettivi.

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Siamo tutti merce!

Un bell’articolo nel quale ritrovo molte delle mie riflessioni, purtroppo e per fortuna.
Purtroppo perchè c’è qualcuno che ha una visione sicuramente più ampia della mia che la vede un po’ come me e questo conferma molte mie preoccupazioni. Per fortuna perchè se siamo in tanti a rendercene conto forse sta veramente iniziando a cambiare qualcosa.

Saluti a tutti.

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Nasce Rete Ambiente Parma

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Un evento storico, oggi 13 novembre 2010, nasce, a Parma, la Rete Ambiente Parma, una rete di comitati e associazioni di cittadini che si battono per difendere il proprio territorio da uno sfruttamento insensato e indiscriminato delle risorse. Uno sfruttamento guidato solo dall’interesse economico di pochi a discapito della salute dei cittadini, dell’ambiente e delle risorse di questa nostra terra.

Ambiente. Una parola che è oggi sulla bocca di tutti. Ma nella maggior parte dei casi rimane solo una parola, sintesi di un programma spesso disatteso. Si aggirano leggi, si cambiano commi e postille, si falsano dati, semplicemente per permettere a pochi lo sfruttamento di territori e risorse che invece sono patrimonio della collettività.

E’ per questo che oggi nasce Rete Ambiente Parma,

un nuovo corso per il nostro territorio.
Un nuovo corso di cui noi, cittadini, siamo responsabili e costruttori in prima persona. Siamo convinti che sia la strada giusta e che possiamo insieme fare molto di più di quanto da soli abbiamo fatto finora. Si tratta di guardare avanti con fiducia e determinazione. Un gruppo di cittadini motivati è una miscela esplosiva, perché è capace di porre le domande giuste, cercare i dati sensibili e renderli noti al grande pubblico. Capace di smascherare quegli interessi che vengono propagandati come bene per la collettività e che si risolvono invece in un grande guadagno economico per pochi eletti.
E capace soprattutto di ostacolarli attingendo dalla forza comune di un gruppo ben organizzato.
Vogliamo contrastare le centrali a biomassa sovradimensionate e non sostenibili, gli inceneritori di qualunque dimensione e fonte di alimentazione, lo sfruttamento delle cave ofiolitiche presenti sul territorio della provincia, gli opifici e fabbriche che emettono un forte inquinamento ambientale.
Il nostro territorio è davvero mal ridotto! Ci sono cave dappertutto, centrali a biomasse attive ed in costruzione, inceneritori mascherati e uno nuovo in realizzazione.
In più la natura ci ha regalato una posizione geografica che tende a far ristagnare su di noi tutti i veleni che sputiamo nell’aria e sul terreno. Ci definiscono Food Valley e noi ne siamo orgogliosi e ce ne vantiamo. Ma quanti sono consapevoli dell’avvelenamento silenzioso che la nostra valle sta subendo ormai da troppo tempo? E con essa il cibo, gli animali e le persone che ci vivono.
La rete RAP, che nasce oggi, vuole cambiare le cose.
Vogliamo salvaguardare quello che rimane del nostro territorio e portarlo a nuova vita; una vita in cui le parole Ambiente e rispetto dell’ambiente, non siano contenitori vuoti, ma abbiano il vero significato che gli spetta anche nelle azioni concrete.
La nuove Rete vuole essere propositiva di un modello economico attento all’ambiente e alle persone, per andare nella giusta direzione, quella che porta vantaggio a tutti, ambiente compreso.
Un nuovo indirizzo economico che punti alle fonti rinnovabili vere, il vento, il sole, ma che nella sua progettazione tenga conto del rispetto per le persone, nelle dimensioni degli impianti, nelle distanze corrette dai centri abitati, nel rispetto per lo sguardo e per la salute.
Una economia che se ben costruita genera posti di lavoro, benessere, cultura, un modello sostenibile.
La rete che oggi inizia il suo lavoro intende dire non solo dei no ma anche molti sì, per dimostrare che è possibile una alternativa di gestione del territorio che salvaguardi tutti gli attori.

Comitato Pro ValParma – Corniglio
Comitato “Rubbiano per la vita” – Rubbiano
Comitato “Cave all’amianto no grazie” – Bardi
Circolo Val Baganza – Sala Baganza
Comitato Ecologicamente – Toano
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma – GCR

Saluti a tutti

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Ecco il giochino della globalizzazione.

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Questa è la lettera di un gruppo di lavoratori della fabbrica di Tychy, in Polonia, ai compagni di Pomigliano in procinto di votare se accettare o meno l’accordo ammazzadiritti che stabilisce le condizioni imposte dalla Fiat per riportare in Italia la produzione della Panda oggi effettuata nello stabilimento polacco.

E’ stata pubblicata da Liberazione il 19 Giugno.

«La Fiat gioca molto sporco coi lavoratori. Quando trasferirono la produzione qui in Polonia ci dissero che se avessimo lavorato durissimo e superato tutti i limiti di produzione avremmo mantenuto il nostro posto di lavoro e ne avrebbero creati degli altri. E a Tychy lo abbiamo fatto. La fabbrica oggi è la più grande e produttiva d’Europa e non sono ammesse rimostranze all’amministrazione (fatta eccezione per quando i sindacati chiedono qualche bonus per i lavoratori più produttivi, o contrattano i turni del weekend).

A un certo punto, verso la fine dell’anno scorso, è iniziata a girare la voce che la Fiat aveva intenzione di spostare la produzione di nuovo in Italia. Da quel momento su Tychy è calato il terrore. Fiat Polonia pensa di poter fare di noi quello che vuole. L’anno scorso, per esempio, ha pagato solo il 40% dei bonus, benché noi avessimo superato ogni record di produzione.

Loro pensano che la gente non lotterà per la paura di perdere il lavoro. Ma noi siamo davvero arrabbiati. Il terzo “Giorno di Protesta” dei lavoratori di Tychy non sarà educato come l’anno scorso. Che cosa abbiamo ormai da perdere?

Adesso stanno chiedendo ai lavoratori italiani di accettare condizioni peggiori, come fanno ogni volta. A chi lavora per loro fanno capire che se non accettano di lavorare come schiavi qualcun altro è disposto a farlo al posto loro. Danno per scontate le schiene spezzate dei nostri colleghi italiani, proprio come facevano con le nostre.

In questi giorni noi abbiamo sperato che i sindacati in Italia lottassero. Non per mantenere noi il nostro lavoro a Tychy, ma per mostrare alla Fiat che ci sono lavoratori disposti a resistere alle loro condizioni. I nostri sindacati, i nostri lavoratori, sono stati deboli. Avevamo la sensazione di non essere in condizione di lottare, di essere troppo poveri. Abbiamo implorato per ogni posto di lavoro.

Abbiamo lasciato soli i lavoratori italiani prendendoci i loro posti di lavoro, e adesso ci troviamo nella loro stessa situazione.

E’ chiaro però che tutto questo non può durare a lungo. Non possiamo continuare a contenderci tra di noi i posti di lavoro. Dobbiamo unirci e lottare per i nostri interessi internazionalmente.

Per noi non c’è altro da fare a Tychy che smettere di inginocchiarci e iniziare a combattere. Noi chiediamo ai nostri colleghi di resistere e sabotare l’azienda che ci ha dissanguati per anni e ora ci sputa addosso.

Lavoratori, è ora di cambiare».

Saluti a tutti.

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Inganni e bugie radioattive

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Ecco il punto di vista della lista civica movimento 5 stelle per l'emilia romagna.
Un punto di vista che condivido appieno, non possiamo pensare di continuare a consumare come oggi, dobbiamo essere più razionali e consumare meno energia, ma anche meno risorse materiali, meno territorio.

Essere contro il nucleare non significa essere a favore dell’energia fossile o del metano. Siamo per un rapporto completamente diverso tra società ed energia, che deve partire dalla riduzione dei consumi energetici attraverso l’eliminazione dello spreco e l’aumento dell’efficienza energetica.
Se non parte da qui, non c’è soluzione. Non c’è dubbio che l’esaurimento dei petrolio sia un problema, ma è un problema che hanno creato gli stessi che ora ci propongono il nucleare; quando denunciavamo l’assurdità di usare fonti non rinnovabili, ci rispondevano che tanto, prima o poi, si sarebbero trovate altre riserve, nuove fonti e si sarebbe risolto.
CHI VUOLE IL NUCLEARE CONFONDE ENERGIA ELETTRICA CON ENERGIA. L’energia elettrica è una piccola quota dell’energia che utilizziamo.
Quasi un terzo dell’energia importata serve per produrre l’energia elettrica, ma un terzo abbondante serve per riscaldare acqua, produrre calore che può essere prodotto in modo conveniente, senza usare fossili nè nucleare. Solo eliminando gli sprechi attuali nei consumi per far raffreddamento e riscaldamento delle case avremmo un risparmio di energia estremamente più elevato di quello che nei prossimi anni potrebbe darci, forse, il nucleare. Lo stesso vale per il sistema trasporti che è fra i più energivori.
La stragrande parte di energia non è elettrica, il nucleare affronta solo la questione elettrica (che è sul 15% come consumi finali, ma i suoi usi obbligati sono sul 12 %) che è una piccola quota dei problema.

Da Vincenzo Bruno per il Movimento 5 stelle Emilia-Romagna

Saluti a tutti.

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L’alternativa energetica esiste.

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Una buona notizia: qualche amministrazione se ne è accorta!
Petrolio, carbone e nucleare possono essere abbondantemente sostituiti.

L’amministrazione della Provincia (di Bolzano) ha fatto della tutela del clima una sfida appassionata, scrive l’Ansa, e i risultati si vedono: nel 2009 Bolzano e’ arrivata a coprire il 56% del proprio fabbisogno energetico con fonti rinnovabili, mira ad arrivare al 75% entro il 2013 e al 100% entro il 2020-30.
Partecipa inoltre al progetto di un’autostrada dell’idrogeno, che colleghi Monaco a Mantova, con punti di rifornimento ogni 100 km,.
Come se non bastasse, la Provincia e’ gia’ dotata di 930 centrali idroelettriche, oltre 1.000 impianti fotovoltaici, 281 piccoli impianti geotermici e 63 centrali a biomassa.
Gli impianti solari termici sono invece 17.700 e coprono il 15% del fabbisogno di acqua calda dell’Alto Adige.
(Fonte: Ansa Ambiente)

Speriamo se ne accorgano anche le persone “geniali” che non stanno guidando il paese e che non stanno pianificando nulla, a parte i tagli ai servizi essenziali (scuola, univeristà, ricerca, trasporti, comuni ecc…)

Saluti e Buone feste a tutti.

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Un nuovo modo di fare banca: Jak bank

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Da wikipedia

Obiettivo di Jak bank è di non trarre profitto dal suo servizio.

Come le Banche Islamiche la banca JAK non carica o paga interessi sui suoi prestiti/rispami (considerati Usura nell’accezione primigenia del termine). Tutte le attività della banca avvengono fuori dal mercato finanziario poiché i suoi prestiti sono finanziati solamente dai risparmi dei soci. I costi amministrativi e di sviluppo sono pagati dalla quota associativa e dalla tassa sul prestito, che è pari ad un Indice Sintetico di Costo (tasso annuo effettivo di interesse che comprende tutte le spese accessorie) mediamente del 2,5% fisso.

Il meccanismo del prestito è basato sul concetto dei punti di risparmio, punti che vengono accumulati nei periodi di risparmio e consumati nei periodi in cui si accede al prestito. L’idea di base che rende sostenibile l’intero sistema è che i punti di risparmio guadagnati debbano per forza eguagliare i punti di risparmio spesi. Per realizzare questo equilibrio, se all’accensione del mutuo i punti di risparmio consumati sono maggiori di quelli accumulati, bisogna obbligatoriamente continuare a risparmiare durante il periodo di ripagamento del prestito, così da continuare ad accumulare punti di risparmio. Alla fine del periodo di ripagamento del mutuo, quando i punti di risparmio presi in prestito eguaglieranno quelli guadagnati, si potrà riprelevare la somma totale dei risparmi “obbligatori” versati, che nel frattempo sono stati prestati ad altri soci.

Jak bank sta per formarsi anche in italia e già esiste come associazione culturale (Jak Bank Italia)

C’è inoltre un interessantissimo servizio di report che ne parla. Jak Bank su report.

Gli interessi di banca che si accumulano su una filiera di prodotto, dalla produzione fino al consumatore, arrivano a pesare anche per il 40% sul prezzo finale. Scardinare il concetto di interesse può quindi avere effetti veramente rivoluzionari sull’economia .. anche se la strada è lunga e difficile, questo è un modello possibile.

Saluti a tutti.

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GREENPEACE SCALA IL COLOSSEO: FATE LA STORIA A COPENHAGEN!

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Dalle new di Greenpeace:

Questa notte abbiamo “conquistato” il Colosseo. Otto attivisti sono saliti sul monumento simbolo di Roma e hanno aperto uno striscione di 300 metri quadrati: “COPENHAGEN, ACCORDO STORICO ADESSO. Make history NOW!”. Ai piedi del Colosseo cinquanta volontari hanno composto con i loro corpi la scritta umana “Act now”.

A Copenhagen qualsiasi accordo genericamente politico – e non legalmente vincolante – o che voglia dilazionare nel tempo gli impegni è un modo per sprecare un’occasione storica.

A incontrare gli attivisti in azione al Colosseo è arrivato anche il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che ha appoggiato la protesta, chiedendo al Governo italiano di essere forza trainante per l’accordo sul clima. Ci auguriamo che un simile appello, in arrivo da un esponente della stessa maggioranza, sia di stimolo perché Berlusconi abbandoni l’atteggiamento di retroguardia sia in sede europea che a Copenhagen.

Non è troppo tardi! Ma è necessario che i Paesi industrializzati siano i primi a fare il primo passo impegnandosi a ridurre le emissioni di gas serra di almeno il 40% al 2020, e garantendo risorse finanziarie pari a 110 miliardi di euro all’anno per fronteggiare i cambiamenti climatici nei Paesi in via di sviluppo.

Il nostro rapporto Energy [R]evolution mostra che ce la possiamo fare. Anche se qualcuno prova a intimidirci. Oggi, infatti, il Financial Times ha pubblicato in esclusiva la notizia che Enel ha chiesto a Greenpeace 1.600.000 euro di danni per le azioni di protesta dei nostri attivisti presso le centrali a carbone.
Se Enel pensa di imbavagliarci, otterrà il risultato opposto.

Approfondimenti
- Rapporto Energy [R]evolution
- Documenti sul Summit di Copenhagen
- Link all’articolo del Financial Times

Saluti a tutti

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Investire in titoli di studio rende il 9%, meglio di Bot e azioni

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Roma , 08/11/2009
Studiare conviene più dei Bot (da ilmessaggero.it)

Bankitalia: «Investire in titoli di studio rende il 9%, meglio di Bot e azioni»

ROMA (7 novembre) – I titoli migliori su cui investire per ottenere rendimenti soddisfacenti non sono azioni e obbligazioni: sono titoli di studio. Diplomi, lauree e master rendono di più, almeno secondo quanto emerge da uno studio realizzato dagli economisti Federico Cingano e Piero Cipollone per Bankitalia. Senza contare che il rendimento è estremamente buono anche se si prendono in considerazione i ritorni per lo Stato e, in particolare, per il fisco.

Dati che il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, commenta così: «Il modo migliore per rispondere alla crisi è prendere atto che siamo nella società della conoscenza, e dunque occorre attrezzarsi, perché sicuramente l’istruzione è l’investimento che a medio termine dà i maggiori risultati».

I rendimenti medi. «L’istruzione è un investimento molto redditizio dal punto di vista individuale» si legge nel paper di Bankitalia. Il rendimento medio privato di un anno di istruzione è infatti dell’8,9%, e varia tra l’8,4% e il 9,1% nelle diverse macro-regioni: studiare rende di più, in termini di ritorno economico, al Sud (9%-9,1%) e per le donne (9,4%). Un rendimento stellare se paragonato ad altre forme di investimento: nel periodo 1950-2000, ricorda lo studio di Bankitalia, la media annuale del rendimento reale lordo di un investimento azionario era del 5,2%, la media del rendimento dei titoli non azionari (dai Bot ai bond societari) dell’1,9% e quello del portafoglio di un investitore “tipo” del 3,6%.

Le chance per il lavoro. Secondo gli esperti di Palazzo Koch, investire in educazione (il capitale iniziale è dato dalle tasse, dai libri di testo, dai mancati guadagni, ecc) frutta il 9,7% per quanto riguarda gli studi superiori (diplomi), con picchi del 10,2% nel Mezzogiorno, e il 10,3% per gli studi universitari (12,3% al Sud, contro l’8,3% al Nord Ovest). Un rendimento calcolato non solo sulla base delle differenze di stipendio tra chi ha studiato di più e chi ha studiato di meno. Ma anche sulle maggiori possibilità di trovare lavoro. Senza tener conto di altri vantaggi per i più istruiti, che emergono spulciando le pagine della ricerca.

Vantaggi collaterali. Alcuni di questi vantaggi, citati dagli esperti di Bankitalia, sono piuttosto curiosi: un anno in più di studio riduce la possibilità di essere in cattiva salute di un valore pari al 4% in meno rispetto alla media. Chi ha il diploma, inoltre, si è garantito studiando lo 0,2% di possibilità in meno di morire nell’arco temporale di 10 anni.

Il guadagno sociale. Le cifre sono altrettanto buone, e forse ancora più interessanti, se si prende in considerazione il ritorno sociale dell’investimento, ovvero quanto rende uno stanziamento di soldi pubblici nel capitolo “istruzione”. Secondo i calcoli di Bankitalia il ritorno sociale degli investimenti in capitale umano è del 7% circa. Anche in questo caso, il rendimento è più alto al Sud (circa 8%), dove è forse addirittura «superiore a quello derivante dall’investimento in infrastrutture», sottolineano gli esperti di Bankitalia. Insomma, spendere in personale formato e istruito rende di più che mettere soldi nella realizzazione di ponti e strade.

Il tornaconto dello Stato. Se si considerano infine i “rendimenti fiscali” dell’istruzione, ovvero il rendimento per lo Stato ottenuto confrontando l’ammontare di spesa pubblica necessaria a incrementare il livello di istruzione con i benefici che vengono dal maggior gettito fiscale e dai minori costi per l’assistenza sociale ai disoccupati, allora la convenienza di ogni euro investito in cultura balza ancor di più agli occhi: il rendimento è tra il 3,9 e il 4,8% in caso di co-finanziamento, e solo lievemente inferiore nel caso in cui «la spesa gravasse interamente sul bilancio pubblico». Meglio di un’investimento azzeccato in Borsa, dunque.

Bankitalia: nel lungo periodo conviene una maggior spesa pubblica nell’istruzione. Alla luce di questi dati il ministro Gelmini chiederà più risorse a Tremonti per la scuola? «Le riforme prima delle risorse» risponde la titolare del dicastero dell’Istruzione. Anche se Bankitalia garantisce: «La maggior spesa pubblica in istruzione, nel lungo periodo, sarebbe più che compensata, specialmente al Sud».

Il contenuto di questo articolo mi sembra scontato. E’ evidente che chi è al comando ha altri interessi, diversi da quelli del popolo italiano. Una persona poco informata e poco istruita si fa meno domande, è meno cosciente dei propri diritti, più facile da governare e da spennare a piacere. Questo è il futuro che vogliono per noi. Ci vogliono far diventare le badanti dei cinesi.

Saluti a tutti.

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Movimento ostile al PD

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Pensate un po’, in queste ultime settimane ho scoperto di far parte di un movimento ostile al PD. Che strano, io che ho sempre e tutt’ora ho idee che mi sembrano ragionevolmente appartenute e appartenenti ad aree di sinistra o ancora meglio in modo più trasversale, sono sempre appartenute al buon senso civile di una o più fazioni politiche. Io che mi sono sentito tradito dal mancato rispetto dei programmi elettorali da parte delle coalizioni sinistrorse succedutesi nello scorso decennio. A quasi quarant’anni mi scopro fuori da quello che pensavo potesse ragionevolmente essere la mia famiglia politica.
Il blog di Grillo è un catalizzatore di idee di buon senso che un tempo erano anche nei programmi dell’Ulivo, programmi calpestati, stravolti nelle loro priorità per dare giustificazione a gravi mancanze. Il tradimento della bicamerale, una scusa per non fare le riforme. Le telefonate Fassino, D’Alema e Consorte … che tristezza. Quanta gente però ancora non si rende conto di cosa è successo … e non riesco a capacitarmi di questo fatto, non capisco come sia possibile questo stato soporifero in cui è precipitata l’Italia.
Io invito qualsiasi persona di sinistra, qualsiasi persona del PD a leggere il blog e a leggere i punti della Carta di Firenze, a cui si ispirano le liste civiche a 5 stelle di Grillo. Dopo aver letto io vorrei sapere quali sono i punti ostili al PD. Io li leggo e li rileggo e penso .. questo è un programma da Partito Democratico e sogno, spero, che qualcuno lo copi per metterlo in pratica. Questa è una carta che si ispira in modo particolare alla gestione comunale, ma le idee di fondo sono queste insomma.
1 ) Acqua pubblica. Chi vota PD è forse contrario?
2 ) Impianti di depurazione obbligatori per ogni abitazione non collegabile a un impianto fognario, contributi/finanziamenti comunali per impianti di depurazione privati. Chi vota PD è per le fogne a cielo aperto?
3 ) Espansione del verde urbano. Chi vota PD forse preferisce cementificare i parchi pubblici e le aree industriali dismesse?
4 ) Concessioni di licenze edilizie solo per demolizioni e ricostruzioni di edifici civili o per cambi di destinazioni d’uso di aree industriali dismesse. Chi vota PD preferisce, forse, continuare a concedere licenze anche dove esistono aree ed abitazioni disabitate o dismesse?
5 ) Piano di trasporti pubblici non inquinanti e rete di piste ciclabili cittadine. Chi vota PD è per la costruzione di strade ovunque e comunque, è contro le piste ciclabili e città a dimensione umana?
6 ) Piano di mobilità per i disabili. Chi vota PD non è d’accordo?
7 ) Connettività gratuita per i residenti nel Comune. Questo è forse l’unico punto non coperto dal PD, che ancora sembra vivere in un altra epoca, almeno a giudicare anche dalle proposte avanzate in passato dai governi di sinistra e inerenti l’informazione digitale.
8 ) Creazione di punti pubblici di telelavoro. Chi vota PD forse non è d’accordo? Spostare il lavoro a casa o vicino a casa significa aumentare la qualità della vita, abbassare il consumo di carburante e ridurre il traffico che congestiona le città.
9 ) Rifiuti zero. Qualsiasi cosa può essere riciclata, a partire da subito si possono ottenere percentuali altissime di riciclo 80% e oltre. Avviando una politica che costringa i produttori a concepire i prodotti in modo da essere riciclabili, si può arrivare al 100%. Il PD invece vuole a tutti costi inceneritori fuori da ogni città, non ha mai sentito parlare di nanopolveri? Basta cercare su internet per capire che incenerire i rifiuti è da pazzi. Vaporizzare metalli o rifiuti nocivi è da pazzi, vogliamo continuare così? Informatevi, chi dice che non c’e’ pericolo è come chi sventolava le meraviglie dell’amianto 50 anni fa.
10 ) Sviluppo delle fonti rinnovabili come il fotovoltaico e l’eolico con contributi/finanziamenti comunali. Il nucleare è costoso, poco sicuro e soprattutto è costoso e poco sicuro lo smantellamento delle scorie. Le fonti alternative sono tante, meno pericolose e meno dannose, inoltre sono disponibili subito. C’è da starci a pensare? Chi vota PD è contrario?
11 ) Efficienza energetica. Risparmiare energia è il primo modo per averne subito a disposizione di più. Chi vota PD è contrario?
12 ) Favorire le produzioni locali. Più lavoro, meno spostamenti, prezzi più equi per i produttori. Chi vota PD è contrario?

SCUSATE, MA DOVE DIAVOLO E’ L’OSTILITA’ VERSO IL PD? Ah forse sta nella legge popolare presentata, firmata da più di trecentomila persone e che con il bene placito del PD il parlamento ignora.
Forse il PD è contrario ad avere parlamentari incensurati, rinnovare la classe politica e ritornare a votare il candidato.
1 ) Chi va in parlamento non può essere stato condannato penalmente. Chi vota PD è contrario?
2 ) La classe politica deve rinnovarsi, due legislature sono più che sufficienti. Se in due legislature (10 anni) un politico non è stato in grado di attorniarsi di persone in grado di continuare il suo lavoro … allora è stato un pessimo dirigente. E poi … 10 anni di comune, 10 di provincia, 10 di regione, 10 di parlamento .. fanno quaranta: una vita in politica non è abbastanza?
3 ) Io voglio scegliere il candidato, sta scritto anche nella costituzione che i rappresentanti devono essere eletti da noi. Perché invece vengono scelti da altri?

Chi vota PD è contrario a questi principi? Se si allora in effetti io non faccio più parte di quella famiglia politica! Se invece gli elettori del PD sono favorevoli a questi punti, allora è bene che inizino a pensare a rinnovare le proprie classi dirigenti.

Altro che movimento ostile!

Saluti a tutti!

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