Tutto quello di cui si parla poco …

.. o che pochi, ma ben piazzati, non vogliono si sappia!

La chiusura dei blog

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Ecco, finalmente forse ce l’hanno fatta, questo potrebbe essere l’ultimo o uno degli ultimi miei post. Non posso permettermi di pagare fino a 15 mila euro se per caso qualcuno dovesse chiedermi una rettifica a un articolo e io non me ne accorgessi entro 48 ore.

Si perchè questo è quello che verrà richiesto anche a tutti i blogger, come se fossero giornali con la stessa struttura di una redazione giornalistica.
Il nostro caro governo dà un altro giro di vite alla stretta contro la libertà di informazione e la democrazia, altro che popolo delle libertà.

Il DDL Alfano, che sta per essere approvato, contiene il comma 28 che prevede l’obbligo di rettifica per tutti i gestori di siti informatici.
Se qualcuno dovesse fare un post e poi decidere di staccare la spina per qualche giorno di vacanza o per qualsiasi altro motivo, e durante questo periodo giungesse una richiesta di rettifica, il rischio di incorrere in una mega multa sarebbe molto concreto.

Sta succedendo di tutto, la corruzione è ai massimi livelli e si può percepire ovunque ma non succede nulla, siamo un popolo narcotizzato, ormai incapace di ribellarsi e un giro di vite dopo l’altro scivoliamo sempre più giù.

Ninna nanna caro italiano, credi pure alle favole che ti racconta il paperone di turno prima di addormentarti e spera che il sonno sia lungo … o eterno perchè quando ti sveglierai ti troverai in un posto tanto stretto dove muoverti che sarà come essere in una bara.
Intanto, giusto per farlo notare, il PDL ha aumentato le tasse notevolmente, fate i conti sulla vostra busta paga, altro che meno tasse per tutti, … meno tasse solo per loro e i loro amici.

Una chicca: il caro Alfano ha fatto il Giudice di Pace online … una vera barzelletta … dal sito devi scaricarti i moduli, compilarli, firmarli e mandarli per raccomandata A/R, altro che online.

Firmate contro la legge bavaglio: http://www.nobavaglio.it/

(Fonte: blog di Guido Scorza)

Saluti a tutti e buon sonno.

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Class action pizza e mandolino

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Ben lontani dalla class action da telefilm americano, dove alla fine le povere vittime riescono a essere risarcite anche contro colossi industriali, la class action all’italiana è un po’ pizza e mandolino e anche un po’ aumma a aumma.
In vigore dal primo gennaio 2010 ha procedure e limiti che rischiano di renderla lenta ed inefficace (alla faccia del tanto inneggiato processo breve).
Ai tempi lunghi propri dal sistema giudiziario congestionato e ai tempi per passare attraverso tutti e tre i gradi di giudizio, (si arriva come nulla a 10 anni) si va ad aggiungere la possibilità di sospensione della class action per i seguenti motivi:
1) Se esiste una istruttoria in corso davanti ad una authority
2) Se c’è un giudizio amministrativo pendente (un ricorso al TAR per esempio)
A tutto questo si va ad aggiungere la mancanza di retroattività della legge, quindi le vittime di bollette gonfiate Telecom, Parmalat, Cirio, bond argentini e clinica S.ta Rita, dovranno mettersi il cuore in pace, la class action certo non aiuterà loro.
Ciliegina sulla torta: è addirittura punitiva per chi promuove una azione che viene dichiarata inammissibile. In questo caso infatti i promotori dovranno: pagare di tasca propria la pubblicità necessaria a rendere nota l’inammissibilità, pagare tutte le spese legali, provvedere al risarcimento dell’azienda …. insomma, prima di provarci pensateci bene.
Per le aziende che si occupano di servizi pubblici potrà essere usata la carta dei servizi per stabilire l’indennizzo agli utenti. Questa è una pessima idea per due motivi: il primo è che le carte dei servizi prevedono indennizzi bassissimi o nulli, la seconda è che questa possibilità è un invito alle aziende ad abbassare ulteriormente i livelli di indennizzo e le condizioni favorevoli agli utenti.

Insomma, una nuova pensata all’italiana non certo per favorire i più deboli.

Fonte: Soldi e Diritti – Altroconsumo

Saluti a tutti.

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