Tutto quello di cui si parla poco …

.. o che pochi, ma ben piazzati, non vogliono si sappia!

Libertà di stampa non è un diritto assoluto?

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Da Repubblica e da Il Fatto Quotidiano.

Il Presidente del Consiglio italiano (non il mio, ma solo di quelli che lo hanno votato) dice “La libertà di stampa non è un diritto assoluto”, azz.
Passo dopo passo dove arriveremo? Quale affermazione si addice meglio ad un dittatore? Il Sig. Berlusconi si rende conto di quello che dice?
Cosa dobbiamo sentire ancora per svegliarci? Si ricorderanno gli italiani di queste affermazioni alle prossime elezioni?
Dopo la libertà di stampa anche quella di opinione non sarà più un diritto assoluto e poi anche quella di votare. Già ora possiamo scegliere solo tra due schieramenti, più avanti solo per uno magari. Passo dopo passo quella è la direzione che è stata imboccata. Speriamo che in Europa a qualcuno interessi tenerci nella comunità e riesca a contenere queste derive dittatoriali perchè dall’interno al momento vedo poche speranze. Qualcuna c’è, ma sono troppo poche.

Comunque il Sig. Berlusconi sappia che anche la libertà di un dittatore non è un diritto assoluto, quando cade una dittatura, frequentemente il dittatore finisce in carcere … o peggio. Che la fortuna e un po’ di sale nella zucca degli italiani ci impedisca un disastro tale da arrivare all’ultima ipotesi.

Saluti a tutti.

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Pierino, la sua squadra e il campionato di calcetto!

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La scuola organizza un campionato di calcetto, Pierino e i bad boys sono i campioni, ormai quando entrano nello stadio l’attenzione è tutta per loro. Per partecipare alla gara deve essere consegnata la lista dei giocatori entro le 12.00 del 30 aprile 2010. I giocatori devono essere almeno 10 e tutti devono avere tra almeno 11 anni e non più di 14 anni. Il capitano della squadra non può essere lo stesso per più di due anni di fila.
Alla partita vogliono concorrere anche molti altri, alcuni per la prima volta, Giovannino per esempio, è in gamba, ma nessuno lo conosce, deve sudare sangue per racimolare i 10 giocatori necessari.
Anche Ubaldo si vuole iscrivere, ha solo 9 giocatori, il decimo compirà 11 anni il 1 maggio, che sfiga … pero’ Ubaldo ci vuole provare lo stesso, per un solo giorno, non potrebbero chiudere un occhio?
Arriva il 30 aprile, Pierino è fiero della sua notorietà, se la prende comoda, va a trovare la sua ragazzina e fa un po’ tardi, consegna la lista alle 13.00, l’insegnante incaricato lo avvisa che purtroppo il termine è scaduto.
Giovannino per non fare tardi è partito a piedi (almeno è più difficile avere incidenti) alle sei del mattino per essere a scuola puntuale almeno 4 ore prima del termine.
Ubaldo fa altrettanto. Tutti e due consegnano la lista prima delle 12.00.
Pierino viene escluso, inizia a sbraitare e a urlare, dice che è stato tratenuto da amici di Ubaldo e Giovannino che non volevano avere i campioni tra i piedi.
Metà della scuola è in subbuglio, l’altra metà dice che è incredibile, come si può lasciare fuori il campione: anche se, in fondo, pensano che le regole sono regole e non sarebbe giusto non rispettarle solo perchè lo sbaglio l’ha fatto il presunto campione. Infatti, il campione è non è detto che vinca anche quest’anno, dato che sia Giovannino che Ubaldo sono nuovi e potrebbero essere più bravi di lui.
Comunque, c’è un grande moto rivoluzionario interno alla scuola. Alla fine il preside decide di ammettere comunque Pierino, malgrado le regole.
Ubaldo non viene ammesso dato che un suo giocatore avrà 11 anni solo il giorno dopo il 30 aprile e, si sà, le regole sono regole!
A giugno, la gara di calcetto vede vincitore Pierino .. nessuno si è accorto che questo era il terzo anno che faceva il capitano.
Strano, le regole valgono per Ubaldo e per Giovannino ma per il campione Pierino pare proprio di no.
Ubaldo è molto arrabbiato, quando vede Pierino gli sferra un grande calcio proprio dove non batte quasi mai il sole, Pierino denuncia Ubaldo al preside e il preside sospende Ubaldo.
Giovannino è altrettanto arrabbiato, scrive sul giornalino come sono avvenute le cose, ma il giornalino lo legge solo la sua squadra, la voce non riesce a diffondersi, Giovannino si ammala di fegato, incazzato nero come è.
Come avrebbe dovuto finire affinchè le cose fossero state giuste per tutti?
Partecipate al poll.

Quale sarebbe stata la fine giusta?
(polls)

Meditate gente, meditate!
Saluti a tutti.

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Pasticcio liste elettorali, se fossero stati gli altri a sbagliare?

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In questi giorni viene spontaneo pensare cosa sarebbe successo se ad essere esclusi dalla corsa fossero stati il PD o magari qualche lista nuova e fastidiosa come il Movimento 5 stelle.
Probabilmente, specie nel caso dell’ultima, tutti avrebbero detto che bisognava stare alleregole.
Leggete un po’ le dichiarazioni degli stessi che adesso gridano l’ingiustizia, quando il pasticcio capitò alla Mussolini.

Dal gruppo facebook “Io lo so …. un popolo informato è un popolo libero …”.

Dopo il pasticcio delle schede elettorali (neanche quello sanno fare ) il Sultano cerca di modificare la legge in estremis per il proprio tornaconto ( che novità) cambiare e riscrivere le regole del gioco a suo favore.
E allora qualcuno inizia a pensare , ma a parti inverse come avrebbe reagito il Pdl che oggi si appella al diritto di tutti i cittadini di votare per il proprio partito ? Ebbene cè un precedente ed è emblematico rileggere i commenti di allora, anno 2005 quando i brogli li fece la Lista della Mussolini (alternativa sociale) in guerra con la Casa delle Libertà

“Le firme sono macroscopicamente false!”, tuonava il Giovanardi, “procure e uffici preposti escludano le liste presentate in modo irregolare!”. “Le autorità competenti facciano controlli a campione sull’autenticità delle firme!”, strillava il Tajani. “E’ una truffa agli elettori!”, fremeva il Landolfi.

“E’ una partita a carte truccate”, si stracciava le vesti Storace, “qui si gioca sporco, la campagna elettorale va combattuta ad armi pari”. “Quando ci sono le elezioni bisogna rispettare le regole”.

Gasparri: “Diamo un premio ai pochi che han messo la firma vera”.
La Russa: “Possono capitare 2,3,10 firme contestabili, ma qui si parla di centinaia! Pecioni! Dicono di aver dietro falangi, poi non mettono insieme 4 firme regolari”.

Gasparri nei panni di pm: “E’ un reato associativo, un attentato alla democrazia. Cosa c’è di più antidemocratico che falsare la competizione elettorale con firme false? Il capo dello Stato non ha nulla da dire?”.

Calderoli: “Predicano bene e razzolano male, parlano di moralità e poi ricorrono a mezzucci”.

Formigoni (ma sì, lui): “Le regole vanno sempre rispettate. E’ giusto che ci sia un controllo rigoroso degli eventuali abusi e che siano puniti coloro che ne hanno commessi. Gli organi preposti verifichino se le firme sono corrette o false”.

Ri-Gasparri: “Non è una vicenda politica, ma giudiziaria. La democrazia è in pericolo, ci sono profili penali. Vanno cancellate le liste con firme false e vanno perseguiti quelli che le han facilitate. Il capo dell’associazione si chiama Prodi”.

Maroni: “Voglio sanzioni ancor più gravi della semplice esclusione delle liste: chi raccoglie firme false fa una truffa elettorale”.

Alemanno: “Decidano i giudici. Moltiplichiamo i controlli: sono regole fondamentali per la democrazia”.

Capezzone stava per chiamare i Caschi blu: “S’impongono controlli a tappeto anche con l’ausilio di osservatori internazionali (chiedendo un intervento immediato dell’Ocse), su tutte le liste presentate in tutt’Italia”.

Matteoli: “Falsari”.

Bondi: “Comportamento disgustoso e immorale della sinistra che non condanna chi viola le leggi”.

La Russa: “Bastava che la Mussolini raccogliesse qualche migliaio di firme in più”.

Castelli: “Le firme van raccolte onestamente secondo la legge”.

Poi si scoprì che le firme false le aveva infilate qualcuno dello staff Storace con accessi abusivi all’anagrafe della regione. E il Consiglio di Stato riammise As. Apriti cielo: botte da orbi alle toghe rosso-nere.

Landolfi: “Sconcertante”.
Bartolini: “I giudici stabiliscono il principio di illegalità, gli elettori puniranno i truffatori”.
Cicchitto: “Forzatura gravissima”.
La Russa: “Abnorme”.
Gasparri: “Pagare gli stipendi ai consiglieri di Stato solo il 31 febbraio”. Giovanardi: “Pagina vergognosa della storia italiana”.
Berlusconi: “Sentenza paradossale: riammette una lista con firme false. Per salvaguardare la correttezza democratica del voto, il Consiglio di Stato avrebbe dovuto occuparsi del fatto principale, cioè delle firme false, e non di un cavillo”.

tratto da “il fatto Quotidiano” unico quotidiano che non riceve finanziamenti pubblici

Saluti a tutti.

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Il regno

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Pubblico un commento a un post apparso su beppegrillo.it.
Il commento è bellissimo ed evidenzia in modo straordinario l’assurdità della posizione del Sig. Berlusconi in Italia.
Quello che si è costituito non si può nemmeno chiamare regime, non credo sia mai esistito se non ai tempi del medioevo, si chiama regno.

Commento di Fabio Martello,

Io, cittadino dell’Italianistan.

Salve, sono un cittadino dell´Italianistan. Vivo a Milano in un palazzo costruito dal Presidente del Consiglio. Lavoro in una azienda di cui è azionista il Presidente del Consiglio. L’assicurazione dell´auto con cui mi reco a lavoro è del Presidente del Consiglio, come pure l´assicurazione che gestisce la mia previdenza integrativa. La mattina compro il giornale, di proprietà del Presidente del Consiglio, come pure la banca ove mi accreditano lo stipendio.
Vado a far spesa in un ipermarket del Presidente del Consiglio, dove compro prodotti di aziende partecipate dal Presidente del Consiglio. La sera, se vado al cinema, mi reco in una sala del circuito di proprietà del Presidente del Consiglio e guardo un film prodotto e distribuito da una società del Presidente del Consiglio e da lui finanziato. Se rimango a casa, guardo la TV del Presidente del Consiglio con decoder prodotto da società del Presidente del Consiglio, dove i film realizzati da società del Presidente del Consiglio sono continuamente interrotti da spot realizzati dall´agenzia pubblicitaria del Presidente del Consiglio.
Spesso guardo i risultati delle partite, perché faccio il tifo per la squadra di cui il Presidente del Consiglio è proprietario.
Se non guardo la TV del Presidente del Consiglio, guardo la RAI, i cui dirigenti sono stati nominati dai parlamentari che il Presidente
del Consiglio ha fatto eleggere.
A volte mi stufo e vado a navigare un po´ in internet, con provider del Presidente del Consiglio.
Se però non ho voglia di TV o di navigare in internet, leggo un libro, la cui casa editrice è di proprietà del Presidente del Consiglio.
Naturalmente, come in tutti i paesi democratici e liberali, anche in Italianistan è il Presidente del Consiglio che predispone le leggi che vengono approvate da un Parlamento composto da dipendenti ed avvocati del Presidente del Consiglio.
Lui governa nel mio esclusivo interesse.
Mi sento un ragazzo molto fortunato.

Saluti a tutti

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No B Day un grande successo!!!

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Tanta, tanta tanta gente, di tutti i tipi, di tutti i ceti e di tutte le parti politiche. Che Berlusconi e la sua gang ci creda o meno li’ in mezzo c’era anche la destra, cartelloni con scritto “Berlusconi mi fai vergognare di essere di destra”, altro che facinorosi.

Tante bandiere di partito, forse troppe rispetto all’idea di creare un corteo apartitico, tuttavia è pur vero che il sostegno organizzativo di IDV, PCI, PRC ecc… sono stati importanti e nessuno può impedire di manifestare la propria appartenenza a una fazione politica. Malgrado questo, la maggior parte delle persone non aveva bandiera, lì si era per chiedere la rimozione di una anomalia, in un paese dove politici con gravi sospetti, addirittura di rapporti, collusioni e favoreggiamenti a organizzazioni mafiose, rimangono al loro posto senza battere ciglio. Un paese dove un Presidente del Consiglio si congratula con dittatori per il loro successo politico: caro Berlusconi, cari tutti, 80 percento di consensi è dittatura, non è normale, questo insegna una storia abbastanza lunga di democrazie moderne europee e non.


Questo non è normale ricordiamocelo … o meglio rimpariamolo. Solo negli anni ’80 il nostro caro Presidente Pertini diceva: “la politica va fatta con le mani pulite” e questo non ci sembrava certo strano.

Comunque, tornando alla manifestazione, tanta gente di tutti i tipi, donne, uomini di tutte le età, famiglie: tutti per chiedere a Berlusconi di dimettersi, i sospetti su di lui sono troppi e troppo gravi, qualsiasi altro politico del suo schieramento (purché non sia nella stessa situazione) va bene, ma risolviamo questo problema, ritorniamo sui binari di un paese moderno e democratico.

La questura dice che eravamo 90.000, gli organizzatori un milione, a mio parere piazza San Giovanni piena da non riuscire a entrarci significa come minimo la metà, cioè almeno 500.000, non sono abbastanza? Grande giornata, grandi assenti della timida o inesistente opposizione del PD.
Adesso la palla passa dal popolo viola alla politica, a sinistra il PD e a destra l’ex AN, vediamo se sapranno cogliere il senso di tanta gente che autonomamente ha deciso di partecipare. Ho visto cartelloni con scritto “Per fortuna Gianfranco c’è”.
Grande giornata e soddisfazione per aver scritto un pezzo di storia d’Italia, quella del popolo che si oppone all’ingiustizia e alla disonestà.

Da Parma sono partite 350 persone: No B Day – Parma

Saluti a tutti e in bocca al lupo.

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TzeTze

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