Tutto quello di cui si parla poco …

.. o che pochi, ma ben piazzati, non vogliono si sappia!

l rebus del cambiamento climatico

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Da Greenpeace.

Abituati agli scandali a ripetizione di casa nostra, abbiamo fatto poco caso allo scandalo internazionale che riguarda un organismo fino ad oggi tra i più rispettati: l’IPCC, che per i poco pratici è l’Intergovernmental Panel on Climate Change, in pratica l’istituzione di metereologi e scienziati del clima che da anni ci ammonisce rispetto all’avvento del cambiamento climatico e del riscaldamento globale. È saltato fuori, infatti, che alcuni dati (in particolare quelli sullo scioglimento dei ghiacciai dell’Himalaya) siano stati in parte inventati e in parte enfatizzati; in questo modo la credibilità di un po’ tutto l’impianto dell’IPCC è andata a pallino.

È sceso in campo, per difenderlo, persino il premio Nobel ed ex-vicepresidente Usa Al Gore, autore di quel documentario intitolato Una scomoda verità che ha emozionato milioni di persone e ne ha convinte la maggior parte sulla catastrofe ambientale imminente, a meno che non si faccia subito qualcosa al riguardo. In ballo ci sono ora scelte storiche determinanti, ad esempio nel quadro del Protocollo di Kyoto per l’abbattimento della CO2 e degli altri gas serra, il rinnovo avviato al recente vertice di Copenhagen, o altri trattati di diversa impostazione che alcuni Paesi – a partire dall’America – desidererebbero al posto di quello di Kyoto.

Insomma, la confusione ormai regna sovrana e il problema si fa serio. Se anche fosse vero che i dati dell’IPCC fossero sbagliati o inventati, il problema dell’inquinamento globale rimarrebbe quello che è: una cosa estremamente seria e preoccupante, di cui tutti sentiamo gli effetti dannosi, anche se non possiamo dire che porterà a cambiamenti globali del clima planetario, al riscaldamento globale e all’innalzamento del livello degli oceani.

In passato il mondo delle imprese guardava con ostilità a chi proponeva azioni drastiche di riduzione delle emissioni di gas serra e altri interventi per l’ambiente. Oggi non è più così: governi e imprese, col supporto delle istituzioni scientifiche e accademiche, convergono nel ritenere che la lotta per la sostenibilità va appoggiata.

Certo, c’è chi si impegna di più, pagandone i costi, e chi cerca di scapolarla, e questi ultimi vanno individuati e costretti a pagare la loro parte. Così come noi cittadini dobbiamo pagare la nostra parte se vogliamo vivere in un mondo più sano e meno inquinato, e tramandarlo ai nostri discendenti.

Per cui, IPCC o meno, la battaglia per l’ambiente deve essere ancora combattuta perché di certo i problemi da affrontare sono molti e complessi. Senza catastrofismi, ma anche senza abbassare la guardia.

Saluti a tutti.

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Il Governo decide sulla nostra pelle, senza chiedere un parere!

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Il popolo italiano aveva deciso di abbandonare la politica nucleare con il referendum del 1987.
Molti che hanno votato allora sono ancora vivi ed altri se ne sono aggiunti, prima di decidere di riprendere la strada del nucleare il Governo dovrebbe consultare il popolo. Invece continua a decidere scempi su scempi, svendere e distruggere pezzi di stato e di paese senza mai chiedere nulla. Ipoteca la salute nostra e dei nostri figli con nucleare, inceneritori e politiche di mobilità insensate senza mai chiedere nulla. Si prendono le nostre tasse e poi ci fanno pagare i servizi, sempre più cari o sempre più scarsi (come la scuola) … se vuoi un buon servizio te lo paghi, pero’ ti paghi pure quello pubblico con le tasse (che ovviamente mai si abbasseranno).

Dalla newsletter di Greenpeace:

notizie nucleari in arrivo. Poche ore fa il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legislativo che disciplina la localizzazione e la realizzazione di nuove centrali nucleari. Ma non ci diranno – prima delle elezioni – in quali Regioni intendono costruire gli impianti!! È un diritto di noi cittadini saperlo!

La nostra campagna contro questa scelta rischiosa e troppo costosa va avanti. Partecipa anche tu e firma l’appello sul sito www.nuclearlifestyle.it per chiedere ai candidati alle elezioni regionali del 28 e 29 marzo di dire No al Nucleare. Contro un governo che continua a imporre le sue scelte, l’opposizione delle Regioni è l’unica possibilità che abbiamo per fermare il ritorno del nucleare nel nostro Paese.

Firmate l’appello, non costa nulla e non è vero che non serve! Quando la mobilitazione è forte qualcosa si muove sempre.

Saluti a tutti.

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Un anno con Greenpeace

Greenpeace 2009:

IL FALLIMENTO STORICO

Ce l’abbiamo messa tutta per chiedere un accordo storico a Copenhagen: azioni dirette, coinvolgimento della gente e attività sul web. Quattro attivisti “in smoking” si sono persino infiltrati al Banchetto di Stato per i leader che partecipavano al Summit. L’accordo purrtroppo è stato un fallimento. I leader hanno tradito le future generazioni. Ora rimediare sarà molto più difficile.

Road to Copenhagen:

http://www.greenpeace.org/italy/copenhagen/

NUCLEARE: INDIETRO TUTTA!

Per contrastare la folle decisione del governo di riportare il nucleare nel nostro paese, abbiamo portato avanti una forte campagna anti-nucleare. A Scanzano Jonico, in una notte, abbiamo cementato il sito dei pozzi che rischia di ospitare il deposito delle scorie nucleari. Abbiamo convinto tredici Regioni a impugnare davanti alla Corte Costituzionale la Legge sul ritorno al nucleare.
Abbiamo distribuito “bollette e pillole nucleari” per informare i cittadini sui rischi del nucleare.

Campagna Nucleare:

http://www.greenpeace.org/italy/campagne/nucleare

G8: IL SUCCESSO DELLE NOSTRE AZIONI

Cinque centrali occupate, alcune navi carboniere abbordate, quasi duecento persone in azione tra attivisti, staff italiano, Greenpeace International. Sono stati i numeri del più grande sforzo organizzativo mai realizzato da Greenpeace in Italia per mandare un chiaro messaggio ai leader del G8 riuniti all’Aquila. Al G8 i maggiori Paesi hanno concordato che l’incremento delle temperature a causa del cambiamento climatico deve essere contenuto entro i 2°C.

Leggi la news:

http://www.greenpeace.org/italy/news/successo-azioni

AMAZZONIA, CHE MACELLO!

Con la nostra inchiesta “Amazzonia, che macello!” abbiamo smontato, pezzo per pezzo, il complesso mercato globale della carne e della pelle, rivelando la sua influenza sulla distruzione dell’Amazzonia. Dopo diverse azioni in tutto il mondo, aziende italiane (il Gruppo Natuzzi, Gucci e Geox), altre internazionali (Adidas, Timberland e Nike) insieme ai giganti brasiliani del comparto zootecnico hanno risposto alle nostre richieste per fermare la deforestazione in Amazzonia.

Deforestazione Zero

http://www.greenpeace.org/italy/deforestazione-zero/

RICE-ART CONTRO GLI OGM

Abbiamo portato la “rice art” anche in Italia. Un enorme disegno di circa 800 metri quadri è comparso in una risaia biologica nella provincia di Milano. I nostri attivisti hanno lavorato diverse ore per tracciare la sagoma dello stivale italiano che calcia via gli OGM. Obiettivo: proteggere il riso e l’agricoltura italiana dalla minaccia dell’ingegneria genetica nel settore agro-alimentare.

Leggi la news:

http://www.greenpeace.org/italy/news/

riso-ogm-italia

LA RAINBOW WARRIOR IN ITALIA

Ad agosto la nostra nave ammiraglia è tornata alle Bocche di Bonifacio, il tratto di mare tra Corsica e Sardegna, ricchissimo di biodiversità ma soggetto a forti correnti e a venti talvolta impetuosi. A bordo della Rainbow oltre venti amministratori di Corsica e Sardegna hanno firmato un appello che chiede ai Governi di Italia e Francia piani per la difesa dello stretto.

Leggi la news:

http://www.greenpeace.org/italy/news/bonifacio-firma-appello

HI-TOX!

Alta tecnologia diventa alta tossicità se i rifiuti elettronici, in continuo aumento, non vengono smaltiti correttamente, perchè rilasciano nel territorio sostanze pericolose per la salute di tutti. La nostra inchiesta “Hi-tox” ha rivelato che oltre l’80 per cento dei centri di Raccolta di rifiuti elettronici che abbiamo visitato in Italia non rispetta tutti i requisiti di legge.

Elettronica verde:

http://www.greenpeace.it/elettronicaverde/

Saluti a tutti.

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GREENPEACE SCALA IL COLOSSEO: FATE LA STORIA A COPENHAGEN!

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Dalle new di Greenpeace:

Questa notte abbiamo “conquistato” il Colosseo. Otto attivisti sono saliti sul monumento simbolo di Roma e hanno aperto uno striscione di 300 metri quadrati: “COPENHAGEN, ACCORDO STORICO ADESSO. Make history NOW!”. Ai piedi del Colosseo cinquanta volontari hanno composto con i loro corpi la scritta umana “Act now”.

A Copenhagen qualsiasi accordo genericamente politico – e non legalmente vincolante – o che voglia dilazionare nel tempo gli impegni è un modo per sprecare un’occasione storica.

A incontrare gli attivisti in azione al Colosseo è arrivato anche il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che ha appoggiato la protesta, chiedendo al Governo italiano di essere forza trainante per l’accordo sul clima. Ci auguriamo che un simile appello, in arrivo da un esponente della stessa maggioranza, sia di stimolo perché Berlusconi abbandoni l’atteggiamento di retroguardia sia in sede europea che a Copenhagen.

Non è troppo tardi! Ma è necessario che i Paesi industrializzati siano i primi a fare il primo passo impegnandosi a ridurre le emissioni di gas serra di almeno il 40% al 2020, e garantendo risorse finanziarie pari a 110 miliardi di euro all’anno per fronteggiare i cambiamenti climatici nei Paesi in via di sviluppo.

Il nostro rapporto Energy [R]evolution mostra che ce la possiamo fare. Anche se qualcuno prova a intimidirci. Oggi, infatti, il Financial Times ha pubblicato in esclusiva la notizia che Enel ha chiesto a Greenpeace 1.600.000 euro di danni per le azioni di protesta dei nostri attivisti presso le centrali a carbone.
Se Enel pensa di imbavagliarci, otterrà il risultato opposto.

Approfondimenti
- Rapporto Energy [R]evolution
- Documenti sul Summit di Copenhagen
- Link all’articolo del Financial Times

Saluti a tutti

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TzeTze

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