Tutto quello di cui si parla poco …

.. o che pochi, ma ben piazzati, non vogliono si sappia!

Lettera del Gruppo Genitori di Bardi

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Riporto una lettera che il Gruppo Genitori di Bardi ha ritenuto di dover scrivere in sostegno del lavoro svolto dal preside dellITC Val Ceno, dopo la dura lettera pubblicata dai genitori di Varano. La lettera non vuole essere polemica ma vuole invitare al dialogo e alla presa di coscienza del fatto che l’obiettivo di tutti noi è comune. Se ci sono problemi se ne deve discutere certamente, ma per trovare una soluzione comune. Perdere una persona che conosce la realtà locale ed è riuscito a sopravvivere ai tagli scolastici in maniera decorosa, può essere negativo soprattutto per i nostri figli. Speriamo che dietro a tutto questo non ci siano interessi politici come spesso accade, il bene dei nostri figli non ha colore e soprattutto non deve essere subordinato alle ambizioni di qualcuno.

Siamo rimasti veramente stupiti e ci siamo chiesti a lungo le vere ragioni che si celavano dietro gli intenti dei genitori di Varano de’ Melegari che hanno scritto il 20 luglio scorso una lettera in cui praticamente esultavano per le dimissioni del Prof. Marco Pioli, Preside dell’Istituto Comprensivo Val Ceno.
Sorpresi soprattutto per la durezza. Ma anche per la totale mancanza di riconoscenza per l’enorme lavoro svolto con dedizione, competenza e serietà in tutti questi anni.
Hanno scritto di non essere stati ascoltati nelle loro richieste di spostamento della sede principale da Bardi al loro paese per rivendicazioni di tipo numerico, dimenticando che Bardi era già sede dell’Istituto Comprensivo prima che anche loro ne entrassero a far parte. Ma dimenticando anche che Bardi è stata la sede del Biennio sperimentale “Scuola@Bardi” ed è quindi stata sede di scuola elementare, medie inferiori e quindi anche superiori.
Abbiamo sempre aderito con entusiasmo ai moltissimi progetti che il Preside Pioli ci ha proposto e ne abbiamo apprezzato le enormi doti umane, la capacità di ascolto e dialogo, la professionalità e profonda conoscenza del mondo della scuola, le sue capacità organizzative. Sappiamo anche le enormi difficoltà che ha dovuto quotidianamente affrontare per gestire “una coperta purtroppo sempre corta”, suo malgrado.
Ha sempre rispettato le regole stabilite fin dall’inizio per non far mancare nulla a tutte le sedi e lui stesso si è sempre spostato da una scuola all’altra per svolgere al meglio il lavoro con docenti e tutto il personale di tutte le scuole della vallata. Noi stessi genitori ci siamo spostati di volta in volta, come da accordi, anche a Varano per le varie riunioni collegiali.
Non capiamo davvero perché dividersi in campanilismi e rivendicazioni che ci indeboliscono come vallata, quando proprio adesso dovremmo dimostrarci uniti e compatti per affrontare i problemi grossi e seri che la Riforma Gelmini impone mettendo in discussione la sopravvivenza nostra quanto quella di Varano e ancor di più di tutti gli altri piccoli comuni come Bore, Varsi e Pellegrino. I problemi sono davvero altri. Non la lotta tra poveri che stiamo facendo per rivendicazioni di paese e capricci d’orgoglio che non ci porteranno da nessuna parte.
Nelle battaglie quotidiane che dovremo fare senza distrarci un solo giorno nelle prossime settimane, mesi, anni per mantenere con le “unghie e con i denti” un servizio fondamentale per la vita della vallata (importante non solo per le famiglie interessate direttamente ma per tutti) speriamo di avere ancora al nostro fianco persone con il valore umano e professionale del Preside Pioli. Non capita tutti i giorni di vedere persone così attaccate al proprio lavoro, al servizio dello Stato e quindi della gente.
Ha dichiarato lui stesso nell’amareggiato articolo di commiato del 14 luglio scorso “Porto via sicuramente di più di quanto ho potuto dare…”.
Vogliamo invece dirgli che fortunatamente ha fatto molto di più di quello che il suo ruolo richiede e che da parte nostra non verranno mai a mancare la stima profonda e il rispetto che gli dobbiamo. Noi e tutti i ragazzi e le ragazze che sono cresciuti e si sono formati con qualità, anche grazie al suo importantissimo contributo.
I genitori di Bardi

Saluti a tutti.

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SONO ANCORA VALIDE LE MISURE TREMONTI-GELMINI?

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Questo è importante anche per le scuole di montagna che si sono viste ridurre organici.
(Fonte, retescuole.net)

Il 25 giugno 2009 é scaduta la delega di cui all’art 64 della legge n.133/08 e da questo momento decadono tutti i provvedimenti della Gelmini non ancora regolarmente adottati.

l 25 giugno è passato un anno dalla pubblicazione del decreto 112 (poi diventato legge 133), che col suo famigerato articolo 64 ha dato il via a tutte le misure che abbiamo conosciuto e combattuto in questo anno scolastico. Un anno senza che però nulla di quanto è stato prodotto da questo governo sia stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale..
Ciò nonostante azioni concrete sono state compiute da parte del Miur sul piano della determinazione degli organici, della conseguente “riorganizzazione” del lavoro scolastico, della individuazione dei soprannumerari.
Sulla correttezza di tutto ciò la FLC Cgil ha sollevato più di qualche rilievo: non è un caso, infatti, che abbia prodotto ricorsi su circolari e ordinanze, quali quelle sulle iscrizioni
e sugli organici,
ed abbia ottenuto una qualche ragione da parte dei TAR, anche se questo non è bastato a fermare l’azione del Governo e del MIUR.
Ora che l’anno è passato, anche alla luce dei 12 mesi canonici di efficacia delle deleghe, i dubbi, i sospetti e rischi di irregolarità e di illegittimità del tutto potrebbero essere ulteriormente aumentati e nel frattempo, le scuole sono lasciate nel caos più totale.
Il 13 luglio 2009 il TAR Lazio dovrà pronunciarsi in via definitiva sui ricorsi proposti dalla FLC Cgil.
Lo stesso Parlamento non è nelle condizioni di sapere cosa stia accadendo e 20 deputati del Partito Democratico hanno inviato una interpellanza al ministro Gelmini, proprio in merito alla regolarità e alla validità del tutto.
Qualcuno che abbia un minimo di senso di responsabilità porrà fine a questa ridda di annunci scambiati per norme e di norme che non sono tali?

E’ stata anche presentata una interpellanza che è possibile leggere e monitorare su Openpolis.


Ecco come è possibile chiedere il ricalcolo degli organici di diritto

Saluti a tutti.

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Istituto Comprensivo della Val Ceno

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Durante lo spettacolo di fine anno tenutosi presso le scuole di Bardi, abbiamo appreso che il direttore dell’Ufficio Scolastico Provinciale ha chiesto il trasferimento del dirigente scolastico dell’IC, Marco Pioli, per “incompatibilità ambientale”. All’origine dell’incompatibilità ci sarebbero pressioni del comune di Varano de Melegari, dovute probabilmente a una diatriba sulla localizzazione della presidenza dell’Istituto, che Varano vorrebbe presso il proprio comune.
La questione a mio avviso dovrebbe essere approfondita e cercheremo di vederci più chiaro. Anche su questo mi sembra ci sia poca informazione e spero non ci siano egoismi e campanilismi inutili all’origine della vicenda. Forse sarebbe opportuna una discussione condivisa tra tutti i paesi coinvolti nell’IC.
Personalmente metto a disposizione questo spazio per raccogliere pareri e fatti. Commenti offensivi non saranno pubblicati e anche commenti contenenti fatti privi di un riscontro verificabile.

Fonti di queste informazioni:
L’Informazione di Parma, 6 giugno 2009, articolo di Roberta Maggioni
Post di Davide Galli sul forum di alicenonlosa

Saluti a tutti.

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Assemblea Scuola di Bardi

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L’assemblea informativa, indetta dal Gruppo Genitori di Bardi ha avuto un esito tutto sommato buono, anche se rimane la delusione per le risposte che non sono arrivate dalle istituzioni presenti. Ma la cosa spiacevole è che queste risposte sono mancate non per carenza di volontà da parte dell’Assessore all’Istruzione della Provincia di Parma o del Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo della Val Ceno, i quali io ringrazio per la partecipazione, ma perché sembra che nessuno le abbia.
Il futuro della scuola e anche l’applicazione della legge, in particolar modo per i comuni piccoli e isolati, lascia troppo spazio alle interpretazioni e rischia di essere penalizzante. Secondo il CNPI viene ridotta l’offerta formativa in qualità e in quantità.
Comunque, la sala piena del palazzo Maria Luigia ha rivelato che su questo tema, per fortuna, esiste grande interesse. E mi ha fatto piacere constatare che le persone hanno apprezzato il taglio pragmatico e informativo che abbiamo cercato di dare (con molte difficoltà visto la vicinanza alle elezioni). I cittadini chiedono informazione e concretezza sui problemi. Cercheremo di continuare su questa strada, seguendo l’evoluzione della situazione.
La documentazione che ho trovato e consultato per formarmi un idea viene riportata qui sotto.
La presentazione usata all’assemblea
Un documento approvato dalla Conferenza Provinciale di Coordinamento
Legge Gelmini
Regolamento per la riorganizzazione della rete scolastica
Il parere contrario del Consiglio Nazionale Pubblica Istruzione
Un estratto della legge da Retescuole.net
Un estratto della proposta di legge Aprea, di Retescuole.net
Una bella presentazione riassuntiva usata a Concorezzo (Monza Brianza)Una presentazione riassuntiva del ara rapporto OCSE (OECD)

Il rapporto dell’OCSE

Un saluto a tutti.

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Documentazione Scuola

A breve pubblicherò l’insieme di documenti ufficiali o meno di cui sono in possesso.

Saluti a tutti.

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Difendiamo la scuola

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Sono assorto nella lettura di materiale inerente la legge di riforma della scuola, firmata Gelmini. Quello che leggo non mi piace, anche il consiglio nazionale per la pubblica istruzione, che dovrebbe fornire pareri tecnici inerenti leggi e regolamenti sulla scuola, è contrario a questa nuova normativa.
Sono al lavoro per cercare di organizzare una presentazione per l’assemblea sulla scuola che terremo il 6 maggio a Bardi. Speriamo di fare un pò di chiarezza su cosa sta succedendo e su quale sarà il futuro della scuola a Bardi, speriamo di capire come è possibile organizzarci per tenere sotto osservazione la situazione, ed eventualmente intervenire per fare pressione evitando che la scuola pubblica perda terreno ulteriormente.
Speriamo che tutti possano comprendere che il problema della scuola riguarda il futuro dei nostri figli, tutti, indipendentemente dal colore politico dei genitori.
Però leggendo l’evoluzione della situazione negli ultimi 10, 15 anni ho trovato con dispiacere che questo discorso calza in maniera tristemente sorprendente la situazione italiana. Dopo mercoledì pubblicherò anche il risultato dei miei studi di questi giorni e i documenti che citerò nella riunione.

Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III congresso dell’Associazione
a Difesa della Scuola Nazionale, a Roma l’11 febbraio 1950

Facciamo l’ipotesi…
… così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su
Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.
Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato
hanno difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora il partito
dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica,intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle.
Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora
tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi.
Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole , perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi,come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei
cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili,si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata
diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare prevalenza alle scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico.”
Piero Calamandrei

Saluti a tutti.

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Quando la scuola di montagna rischia la morte.

La riforma Gelmini oltre ad aver messo in serio pericolo i servizi forniti dalle scuole anche in pianura (esistono scuole che quest’anno non potranno fornire il tempo pieno), rischia di far chiudere molte scuole di montagna.
Se in un paese come Bardi, che conta comunque più di 2500 abitanti, si arrivano ad avere tra i 60 e i 70 studenti, esistono in Italia moltissime realtà più piccole che non arriveranno ai 50. E anche a Bardi non è detto che non si arrivi tra qualche anno al di sotto di questo numero.
Anche il problema della della formazione di pluriclassi, sebbene non comporti la chiusura della scuola, in alcuni casi può comportare il rifiuto delle iscrizioni da parte della scuola.
Questa mia analisi deriva da una ricerca effettuata su internet e dalla riflessione su questi due parametri:
1) Per formare una classe sono necessari almeno 10 alunni
2) Una pluriclasse non può contenere più di 18 alunni.
Allora, se un anno abbiamo una classe di 7 persone, questa viene fusa con una classe con massimo 11 alunni. Per fare una pluriclasse con al massimo 18 alunni. Ora, se l’anno successivo arrivano 9 bambini, è necessario attivare una nuova pluriclasse. La cosa inizia a diventare complessa, può essere necessario dover creare due pluriclassi anziché una per rispettare il numero massimo di 18. Ma nel caso non si riescano a formare le pluriclassi necessarie, a meno di deroghe, alcuni alunni di prima dovrebbero essere dirottati in altre scuole.

Ora, consideriamo il caso di una famiglia costretta a portare il proprio bambino di tra i cinque e i dieci anni o undici anni, in una scuola lontana, magari anche 30, 40 o 50 Km. Se quella famiglia fosse la mia, io emigrerei e forse nemmeno in Italia, ma in un paese dove venga in qualche modo tenuto conto anche delle esigenze di una famiglia e dei suoi figli.
Spopolare la montagna ha conseguenze gravi sui paesi di montagna e sul controllo e la cura del territorio. Paesi che si trovano ancora più invecchiati, spese di assistenza in aumento, chiusura di attività commerciali, spostamento di attività industriali, minor controllo sul territorio e minor cura del territorio. Ovvero, la morte di un paese o di una valle.

Qui riporto il video del piccolo gruppo di genitori che si è formato a Bardi, con l’obiettivo di tenere alta l’attenzione su questo problema. A parte la deroga di quest’anno la legge resta e il problema si riproporrà l’anno prossimo. Tutti voi sapete bene che se non ci si fa sentire, si viene dimenticati e nessuno mai si occuperà del nostro problema. Invece, essere presenti, fare e tenere viva la memoria delle persone serve a fare pressione su chi dovrebbe modificare la legge inserendo numeri e parametri maggiormente favorevoli a chi abita le montagne. I numeri della legge non corrispondono alle reali esigenze del territorio italiano ma solo a quelle di bilancio.

Saluti a tutti.

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