Tutto quello di cui si parla poco …

.. o che pochi, ma ben piazzati, non vogliono si sappia!

Onu: “Ddl intercettazioni va abolito o rivisto. Missione in Italia sulla libertà di stampa” | Il Fatto Quotidiano

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Dopo l’OCSE anche l’ONU prende posizione sull’indegno e vergognoso decreto sulle intercettazioni.

Da il Fatto Quotidiano.

Onu: “Ddl intercettazioni va abolito o rivisto. Missione in Italia sulla libertà di stampa” | Il Fatto Quotidiano.

Saluti a tutti.

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Diritto d’Autore

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Sempre con fonte Altroconsumo, pubblico un sommario di ciò che per un utente è lecito fare in rete (in riferimento alle attività che potrebbero violare il diritto d’autore).

Per quanto riguarda il software commerciale:
Il software commerciale è quello vincolato da licenze commerciali, quindi non da licenze open.
L’utente relativamente a questa tipologia di software ha i seguenti diritti:

  • Effettuare la copia di backup del software non può essere impedita per contratto, però questa è spesso impedita dai sistemi anticopia, i Drm.
  • E’ possibile (anche senza essere autorizzati) riprodurre, modificare e adattare il programma, se necessario per adeguarlo all’utilizzo per il quale è stato acquistato, per correggere eventuali difetti di funzionamento o per renderlo interoperabile con altri software (cioè per consentire al software acquistato di comunicare con altri programmi).
  • Parlando invece di file video o audio:

  • E’ possibile riprodurre cd, dvd, videocassette a uso privato, anche in compagnia di famigliari e/o amici. Non è possibile però riprodurre questi contenuti in manifestazioni pubbliche e tanto meno chiedere denaro in compenso (per far questo è necessario seguire la normativa esistente e pagare i diritti d’autore per questo uso).
  • Si può fare una copia di backup (cioè di salvataggio, di scorta) anche eventualmente convertendo il formato originale in una altro formato audio/video. Però non è possibile vendere o regalare la copia, non solo, non è nemmeno possibile fare copia di una copia.
  • La musica o i filmati scaricati a pagamento possono avere un limite di utilizzo (è possibile riprodurli su un numero limitato di dispositivi o per un numero limitato di volte), in questi casi non è possibile la copia.
  • Quando la visualizzazione avviene in streaming, sia on demand (dove l’utente sceglie il programma) che in webcasting, cioè in diretta, è vietata la copia.
  • trasmissioni radio e TV possono essere registrate (sempre se l’uso è personale) purché l’utente paghi il canone o l’abbonamento
  • La condivisione di file protetti da diritto di autore (scaricare cioè in P2P con programmi come eDonkey, eMule, Kazaa, BitTorrent, LimeWire ecc.) è possibile solo se si pagano i diritti di autore o si ha il permesso dell’autore. Altrimenti il download è illegale, non solo, se il download è a fini di lucro il reato è penalmente perseguibile.

    Sono invece scaricabili tutti i contenuti non protetti, quindi open source o comunque con licenze open come la creative common licence.

    In generale, se non è presente alcuna indicazione sul copyright (come in molti blog) un testo o un brano musicale proprio, messo a disposizione su internet è protetto da diritto d’autore secondo la Convenzione universale del diritto d’autore di Ginevra del 1952.

    Quindi, quando un’opera è protetta, i diritti di riproduzione sono riservati all’autore e a chi ha acquistato tali diritti, per fortuna però esistono alcune eccezioni che consentono di diffondere una certa tipologia di informazione in modo libero:

    1. Si possono riprodurre liberamente articoli di attualità, se non vietato in maniera esplicita. In questo caso comunque devono essere riportati: fonte, data di pubblicazione, autore (ovviamente se queste sono note).
    2. Il contenuto di discorsi è pubblicabile se l’argomento è di carattere politico o amministrativo e il discorso è tenuto in pubblico oppure l’assemblea o la conferenza presso la quale si tiene è aperta al pubblico. Anche in questo caso deve essere indicata fonte, autore, luogo e data.
    3. E’ possibile pubblicare riassunti, citazioni o brani di libri a scopo di critica, discussione o insegnamento. A patto di indicarne titolo, autore, editore ed eventualmente traduttore.
    4. Le immagini presenti in rete sono pubblicabili solo con il permesso dell’autore o di chi ha acquistato i diritti.
    5. Se l’immagine non riporta il nome del fotografo o di chi ne detiene il copyright e l’anno della stessa può essere utilizzata liberamente, anche se essa è una fotografia di un’opera d’arte.

    Sanzioni

Emendamento D’Alia

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Sembra che il PDL abbia l’intenzione di modificare la legge D’Alia, è stato Antonio Palmieri (Pdl) ad annunciare l’intenzione da parte della maggioranza di rivedere alla Camera il testo presentato al Senato dal senatore Udc Giampiero D’Alia, che nel corso del convegno non si è dichiarato contrario a eventuali modifiche.
Questo è quanto è stato riportato da Altroconsumo, dopo un convegno organizzato il 23 aprile scorso, nel corso del quale si è parlato di pirateria, mercato digitale, equo compenso, ruolo della Siae e dei provider, diritti e doveri in rete.
Staremo attenti e seguiremo questa vicenda e anche l’evoluzione del disegno di legge di Gabriella Carlucci che mira a eliminare l’anonimato in rete. Il ministro evidentemente non è a conoscenza del fatto che l’anonimato in rete non esiste di già. Per fatti perseguibili penalmente la polizia postale è in grado di tracciare da dove ci si collega e di conseguenza chi si collega e quindi chi pubblica informazioni, commenti e quant’altro. Spesso l’anonimato consente di esprimere più liberamente le proprie opinioni, ovviamente nel limite della legge, senza rischiare ripercussioni, cosa molto frequente in un paese come il nostro dove le opinioni critiche o contrarie non sono ben accette.

(Fonte Altroconsumo)

Saluti a tutti

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La Class Action guarda solo avanti

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Man mano che passa il tempo il progetto originario viene via via spolpato, adesso al senato hanno tolto la retroattività della legge.
La tanto attesa class action così non potrà servire a dare giustizia proprio a chi ne ha bisogno ora, si ricordino solo i più famosi casi da azione collettiva: Parmalat, Cirio, bond argentini.
Come non pensare ad un favore a qualche amico? Quale dovrebbe essere altrimenti il motivo di questa cosa, che senso può avere non rendere retroattiva una legge come questa che serve proprio anche per grandi crack finanziari di qualche tempo fa?
E intanto però si dice su tutti i media che la popolarità di questo governo sta aumentando, ma come è possibile? Beh come è possibile lo so … basta urlare a tutti e da tutte le parti una verità diversa da quella reale e alla fine quella diventa la vera realtà. Che tristezza!!!

Da Altroconsumo un link per avere maggiori informazioni.

Saluti a tutti.

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Tanto rumore per nulla

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Quando si dicono i cognomi Genchi, De Magistris, Forleo e Woodcock, cosa vi ricordate? Un sacco di articoli, tanti sospetti, trasmissioni televisive, e alla fine un osservatore non può che rimanere, nella migliore delle ipotesi, in uno stato di attesa … vediamo cosa succederà, uno pensa, chissà chi aveva ragione. Nella peggiore delle ipotesi, probabilmente la più comune, si pensa che questi sono funzionari disonesti che hanno usato la loro posizione per cercare di influenzare l’opinione pubblica contro questo o quel politico.
La cosa veramente sgradevole e ingiusta è che successivamente gli articoli che scagionano queste persone, vengono relegati in uno spazio volutamente ridotto e nascosto. Mentre la cosa da fare dovrebbe essere altrettanti articoli, trasmissioni e enfasi sulla loro innocenza e le loro ragioni o se non altro sul fatto che si è fatto molto, troppo rumore per nulla.
A una più attenta lettura si può dedurre che ci sono funzionari coraggiosi ed onesti che a volte mettono il dito in un vespaio e le vespe non aprezzano.

Fortunatamente però ci sono ancora giornalisti coraggiosi che fanno il loro lavoro e alla fine si viene a conoscere l’esito e l’evoluzione di molte questioni che i media tradizionali si dimenticano di evidenziare.
Caso Genchi, dal suo sito, che riporta anche la sentenza:

Il Tribunale del Riesame di Roma (Presidente Francesco Taurisano – a latere Anna Criscuolo) ha annullato il provvedimento di sequestro nei miei confronti della Procura della Repubblica di Roma, eseguito dal ROS lo scorso 13 marzo 2009. Ho sempre avuto fiducia nella Giustizia e nelle Istituzioni dello Stato. Mi sono difeso nel processo da accuse infamanti, ordite da chi ha cercato e sta cercando in tutti i modi di colpirmi per quello che è stato il mio impegno al servizio della Giustizia, nell’esclusivo interesse di ricerca e di affermazione della Verità.

Peccato che però per qualche strana ragione il materiale sequestrato, di grande importanza e probabilmente scottante per molti individui, non è ancora stato restituito a Genchi, il quale ha chiesto anche l’intervento del Presidente della Repubblica, sempre dal suo blog che potete consultare:

Nel silenzio più assoluto delle Istituzioni dello Stato preposte al controllo di legalità dei magistrati, ritengo doveroso pubblicare la diffida che il 23 aprile 2009 il mio legale, l’avv. Fabio Repici, ha inviato al Procuratore della Repubblica di Roma Giovanni Ferrara ed ai Procuratori Aggiunti Nello Rossi e Achille Toro che, con il Sostituto Procuratore Andrea De Gasperis hanno inopinatamente rifiutato la restituzione dei reperti informatici e dei dati sequestrati illegittimamente dal ROS presso il mio studio il 13 marzo 2009, a seguito di una perquisizione e di un sequestro annullato in toto dal Tribunale del Riesame di Roma, con le ordinanze dell’8 aprile 2009.
Gioacchino Genchi

Clementina Forleo, dal blog uguale per tutti:

Il T.A.R. del Lazio, con sentenza n. 4454/09 dell’8/29 aprile 2009, ha dichiarato illegittimo e ha annullato il provvedimento del C.S.M. che ha trasferito Clementina Forleo dal suo ufficio di G.I.P. del Tribunale di Milano.

Luigi De Magistris, la famosa inchiesta Why Not è stata chiusa con il rinvio a giudizio di 98 persone su 106 che avevano ricevuto l’avviso di chiusura dell’inchiesta. Quindi, il suo indagare era più che lecito. Malgrado questo le pressioni politiche hanno influito sul CSM che è riuscito così nell’intento di spostare lui come la Forleo dalle rispettive indagini, il tutto certo a discapito della giustizia uguale per tutti.

Vi invito a leggere la parte finale dell’intervento di Travaglio a Passaparola, dove riporta queste notizie delle quali io ho trovato riscontro su messaggero, repubblica e altri blog.

In questo passaparola c’è un’altra cosa importante, il divorzio Berlusconi che lui stesso ha voluto tenere pubblico. In questa vicenda ci sono due questioni importanti e preoccupanti delle quali nessuno si sta occupando e che vengono messe in luce da Veronica Lario riferendosi a suo marito:
1) “è una persona che va trattata come una persona che non sta bene”
2) “non posso stare con uno che va con le minorenni”.

Se il nostro presidente del consiglio ha possibili problemi di salute mentale, come si potrebbe interpretare dalle due frasi, credo che questo ci riguardi tutti. Credo che questo andrebbe approfondito.

Che dire … cerchiamo di tenerci aggiornati e capirci qualche cosa in tutto questo grande caos. E quando votiamo cerchiamo di tagliare fuori tutto quello che sa di vecchio e soprattutto di poco pulito. Quella è l’unica cosa che alla fine possiamo ancora fare.

Saluti a tutti.

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Difendiamo la scuola

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Sono assorto nella lettura di materiale inerente la legge di riforma della scuola, firmata Gelmini. Quello che leggo non mi piace, anche il consiglio nazionale per la pubblica istruzione, che dovrebbe fornire pareri tecnici inerenti leggi e regolamenti sulla scuola, è contrario a questa nuova normativa.
Sono al lavoro per cercare di organizzare una presentazione per l’assemblea sulla scuola che terremo il 6 maggio a Bardi. Speriamo di fare un pò di chiarezza su cosa sta succedendo e su quale sarà il futuro della scuola a Bardi, speriamo di capire come è possibile organizzarci per tenere sotto osservazione la situazione, ed eventualmente intervenire per fare pressione evitando che la scuola pubblica perda terreno ulteriormente.
Speriamo che tutti possano comprendere che il problema della scuola riguarda il futuro dei nostri figli, tutti, indipendentemente dal colore politico dei genitori.
Però leggendo l’evoluzione della situazione negli ultimi 10, 15 anni ho trovato con dispiacere che questo discorso calza in maniera tristemente sorprendente la situazione italiana. Dopo mercoledì pubblicherò anche il risultato dei miei studi di questi giorni e i documenti che citerò nella riunione.

Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III congresso dell’Associazione
a Difesa della Scuola Nazionale, a Roma l’11 febbraio 1950

Facciamo l’ipotesi…
… così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su
Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.
Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato
hanno difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora il partito
dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica,intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle.
Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora
tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi.
Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole , perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi,come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei
cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili,si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata
diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare prevalenza alle scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico.”
Piero Calamandrei

Saluti a tutti.

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Vergogna!!!

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E’ stata presentata una proposta di legge per equiparare repubblichini e partigiani. Parificare chi era fascista e appoggiava il nazismo a chi si batteva per ristabilire libertà, uguaglianza e democrazia. Certo, una guerra non può essere piacevole nemmeno per chi sta dalla parte del torto, ma esiste una differenza tra chi erca il bene e chi ha voluto e appoggiato il male. E’ una vergogna che si continui in questa manipolazione della storia. Berlusconi dice che verrà sicuramente ritirata, per ora c’è, e la cosa più preoccupante è che non ci sia scandalo in questa cosa e chi ha presentato questa legge siede in parlamento o al senato.
Ho trovato questo articolo su Repubblica, molto politico, ed è finito velocissimamente non nella pagina di politica, ma in quello della cronaca. Certo, ogni direttore, ogni responsabile fa le sue scelte, ma nche dove mettere un articolo ha una connotazione politica e democratica oltre che informativa.

Saluti a tutti.

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Assemblea pubblica a Bardi per la scuola

Il 6 Maggio alle ore 21.00 presso il Palazzo Maria Luigia, si terrà una assemblea pubblica alla quale saranno invitati tutti gli interlocutori possibili per cercare di capire insieme il problema della scuola a Bardi e come è possibile lavorare tutti insieme per cambiare la riforma Gelmini.

Di seguito riporto il testo del volantino presentato a Parma il 15 aprile dai presidenti delle due comunità montane parmensi, i sindaci, i dirigenti scolastici e rappresentanti dei genitori e degli insegnanti delle scuole montane della provincia di Parma.

DOCUMENTO CONGIUNTO DELLE COMUNITA’ MONTANE DELLA PROVINCIA DI PARMA SULLE SCUOLE DI MONTAGNA
I Sindaci dei Comuni di Calestano, Corniglio, Langhirano. Lesignano dé Bagni, Monchio delle Corti, Neviano degli Arduini, Palanzano, Tizzano Val Parma, Albareto, Bardi, Bedonia, Berceto, Bore, Borgo Val di Taro, Compiano, Fornovo Taro, Medesano, Pellegrino Parmense, Solignano, Terenzo, Tornolo, Varsi, Varano dé Melegari, Valmozzola , costituenti le Comunità Montane Appennino parma est con sede in Langhirano e Comunità Montana delle valli del Taro e del Ceno con sede in Borgo Val di Taro;
analizzati :

  • i contenuti dello schema di regolamento recante “norme per la riorganizzazione della rete scolastica e il razionale ed efficace utilizzo delle risorse umane della scuola ai sensi dell’art. 64 , comma 4 del decreto legge 25 giugno 2008, ,n. 112, convertito con modificazioni nella legge 6 agosto 2008″ n.O) 133 “, che al capo III (disposizioni specifiche per i diversi gradi di scuole) riporta :”Ie sezioni di scuola dell’infanzia sono costituite con un numero di bambini non inferiore, a 18 (art. 11 comma 2) , nei comuni montani possono essere costituite classi, per ciascun anno di corso per la scuola primaria (art 12 comma 4 ) e per la secondaria di primo grado (art. 13 comma 3), con un numero di alunni non inferiore a 10″.
  • I contenuti dello schema di piano programmatico del Ministero dell’Istruzione , dell’Università e della Ricerca di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze di cui ali’ art. 64, comma 4 , del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni nella legge 6 agosto 2008 , n. 133 che al punto 2 (riorganizzazione della rete scolastica) cita “il dimensionamento delle istituzioni scolastiche dovrà procedere pertanto attraverso la venfica delle situazioni in atto finalizzata al rispetto dei parametri previsti dalla normativa vigente per il funzionamento delle scuole autonome, a cominciare dai territori non ubicati nelle comunità montane , anche attraverso il ‘progressivo superamento delle attuali situazioni relative a plessi e a sezioni staccate con meno di 50 alunni”
  • Preso atto che:

  • in ossequio a quanto stabilito dai punti sopra citati, la definizione degli organici di diritto, formulata dalla direzione scolastica provinciale, risulta fortemente penalizzante per le scuole di montagna, determinando di fatto sparizioni di scuole dell’infanzia e primarie in alcuni Comuni montani, togliendo agli alunni il diritto alla studio;
  • in moltissime plessi di montagna si’ assiste alla sparizioni di intere classi con trasformazioni delle stesse in pluriclassi (a volte dalla prima alla quinta classe della primaria) , andando quindi fortemente ad incidere sulla didattica che ne viene fortemente pregiudicata
  • in diverse scuole di montagna di registrano forti cali nell’organico docente e ATA , creando forti disagi sia nella continuità didattica sia sul.piano formativo.
  • con l’entrata in vigore della riorganizzazione della rete scolastica assisteremo alla completa sparizione di intere scuole , togliendo ai Comuni di montagna la possibilità di garantire il diritto alla studio ai loro ragazzi.
  • la grande distanza tra scuole di diversi Comuni non permette l’accorpamento di plessi in quanto costringerebbe gli alunni a compiere spostamenti improponibili , con partenze anche di alcune ore prima dell’inizio dell’orario scolastico
  • la presenza di abitanti in montagna costituisce presidio del territorio anche per gli abitanti della pianura e che lo sforzo che gli Enti locali compiono per la messa in sicurezza delle scuole non può e non deve essere vanificato da un semplice e banale conteggio degli alunni per il mantenimento di una corretta vita sociale in montagna la scuola rappresenta il caposaldo fondamentale e che le famiglie che ivi rimangono a viverci devono vedersi garantito il diritto allo studio per i loro figli
  • Tutto questo affermato
    CHIEDONO

  • Che vengano corretti i parametri dei reçlolamenti sopra riportati consentendo la formazione di plessi di montagna al di sotto dei 50 alunni , con numero di alunni minimo 30. Ove non sia possibile, in base all’ubicazione particolarmente disagiata, accorpare scuole di diversi Comuni, sia garantito il diritto allo studio con mantenimento del plesso con un numero minimo di bambini non inferiore a 6.
  • Che vengano corretti i parametri per la formazione delle classi delle scuole di montagna sostituendo il minimo di 10 alunni con un minimo di 7 alunni;
  • Che vengano corretti i parametri per la costituzione di sezioni di scuole dell’infanzia in montagna indicando, come numero minimo 7 bambini,
  • Che vengano mantenute, per le scuole di montagna, le sperimentazioni in essere, dimostratesi funzionanti e favorevolmente accolte dalle famiglie degli alunni .
  • Che venga garantito il regolare funzionamento delle scuole di montagna attribuendo ai dirigenti scolastici organici di personale docente e ATA che consenta il proficuo svolgimento dell’attività didattica e della vita della scuola;
  • Che venga finalmente considerata, nei fatti, la montagna come emergenza nazionale da tutelare in ogni campo della vita sociale, diversificando sia numericamente che qualitativamente gli interventi ivi ricadenti da quelli realizzati in area di grande densità demografica e di maggior ricchezza economica.
  • Langhirano, 07/04/2009 Borgo Val di Taro, 07/04/2009
    Il Presidente
    della Comunità Montana Appennino Parma Est F.to Stefano Bovis

    Il Presidente
    della Comunità Montana delle Valli del Taro e del Ceno
    F.to Carlo Berni

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    Quando la scuola di montagna rischia la morte.

    La riforma Gelmini oltre ad aver messo in serio pericolo i servizi forniti dalle scuole anche in pianura (esistono scuole che quest’anno non potranno fornire il tempo pieno), rischia di far chiudere molte scuole di montagna.
    Se in un paese come Bardi, che conta comunque più di 2500 abitanti, si arrivano ad avere tra i 60 e i 70 studenti, esistono in Italia moltissime realtà più piccole che non arriveranno ai 50. E anche a Bardi non è detto che non si arrivi tra qualche anno al di sotto di questo numero.
    Anche il problema della della formazione di pluriclassi, sebbene non comporti la chiusura della scuola, in alcuni casi può comportare il rifiuto delle iscrizioni da parte della scuola.
    Questa mia analisi deriva da una ricerca effettuata su internet e dalla riflessione su questi due parametri:
    1) Per formare una classe sono necessari almeno 10 alunni
    2) Una pluriclasse non può contenere più di 18 alunni.
    Allora, se un anno abbiamo una classe di 7 persone, questa viene fusa con una classe con massimo 11 alunni. Per fare una pluriclasse con al massimo 18 alunni. Ora, se l’anno successivo arrivano 9 bambini, è necessario attivare una nuova pluriclasse. La cosa inizia a diventare complessa, può essere necessario dover creare due pluriclassi anziché una per rispettare il numero massimo di 18. Ma nel caso non si riescano a formare le pluriclassi necessarie, a meno di deroghe, alcuni alunni di prima dovrebbero essere dirottati in altre scuole.

    Ora, consideriamo il caso di una famiglia costretta a portare il proprio bambino di tra i cinque e i dieci anni o undici anni, in una scuola lontana, magari anche 30, 40 o 50 Km. Se quella famiglia fosse la mia, io emigrerei e forse nemmeno in Italia, ma in un paese dove venga in qualche modo tenuto conto anche delle esigenze di una famiglia e dei suoi figli.
    Spopolare la montagna ha conseguenze gravi sui paesi di montagna e sul controllo e la cura del territorio. Paesi che si trovano ancora più invecchiati, spese di assistenza in aumento, chiusura di attività commerciali, spostamento di attività industriali, minor controllo sul territorio e minor cura del territorio. Ovvero, la morte di un paese o di una valle.

    Qui riporto il video del piccolo gruppo di genitori che si è formato a Bardi, con l’obiettivo di tenere alta l’attenzione su questo problema. A parte la deroga di quest’anno la legge resta e il problema si riproporrà l’anno prossimo. Tutti voi sapete bene che se non ci si fa sentire, si viene dimenticati e nessuno mai si occuperà del nostro problema. Invece, essere presenti, fare e tenere viva la memoria delle persone serve a fare pressione su chi dovrebbe modificare la legge inserendo numeri e parametri maggiormente favorevoli a chi abita le montagne. I numeri della legge non corrispondono alle reali esigenze del territorio italiano ma solo a quelle di bilancio.

    Saluti a tutti.

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    Annozero e i soliti cinesi

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    Ho visto Annozero, a qualcuno può non piacere il modo di porsi di Santoro o può non piacere anche quello che dice, tuttavia, in ciò che è stato detto trovo di scandaloso solo il fatto che qualcuno lo abbia trovato scandaloso.

    Bisognerebbe preoccuparsi semmai dei problemi di prevenzione e di controllo che sono usciti dalla trasmissione.

    Nessuno più si scandalizza per l’ingiustizia dilagante, per i privilegi di pochi e per l’informazione di cui siamo privati.
    Nessuno mai si scandalizza per il fatto che il nostro signor B. dia dei coglioni a tutti quelli che la pensano diversamente da lui o che sul Giornale si dia del beota a chi segue il blog di Grillo.
    Nessuno si scandalizza per il fatto che manager di aziende in crisi escano con bonus da capogiro mentre i dipendenti vengono lasciati per strada.
    Tutti, invece, sembrano scandalizzarsi a comando, quando Fede, Vespa e compagnia bella decidono di scandalizzarsi (anche loro a comando ovviamente).

    Io direi una cosa a chi si vuole scandalizzare, aprite il cervello e guardate l’annozero incriminato

    Direi anche una cosa a chi dà del beota ai lettori del blog di Grillo: aprire il cervello e leggere i contenuti, quindi pensare a quello che si legge, ai concetti e alle idee esposte, al di là del modo usato per esprimerle. Ci si ricordi, inoltre, che chi legge Grillo legge anche Repubblica, Il Corriere, Il Sole 24 Ore, disinformazione.it, altroconsumo, medici senza frontiere ecc… si, forse, in effetti, non legge Il Giornale.

    Saluti a tutti.

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    TzeTze

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