Difendiamo la scuola


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Sono assorto nella lettura di materiale inerente la legge di riforma della scuola, firmata Gelmini. Quello che leggo non mi piace, anche il consiglio nazionale per la pubblica istruzione, che dovrebbe fornire pareri tecnici inerenti leggi e regolamenti sulla scuola, è contrario a questa nuova normativa.
Sono al lavoro per cercare di organizzare una presentazione per l’assemblea sulla scuola che terremo il 6 maggio a Bardi. Speriamo di fare un pò di chiarezza su cosa sta succedendo e su quale sarà il futuro della scuola a Bardi, speriamo di capire come è possibile organizzarci per tenere sotto osservazione la situazione, ed eventualmente intervenire per fare pressione evitando che la scuola pubblica perda terreno ulteriormente.
Speriamo che tutti possano comprendere che il problema della scuola riguarda il futuro dei nostri figli, tutti, indipendentemente dal colore politico dei genitori.
Però leggendo l’evoluzione della situazione negli ultimi 10, 15 anni ho trovato con dispiacere che questo discorso calza in maniera tristemente sorprendente la situazione italiana. Dopo mercoledì pubblicherò anche il risultato dei miei studi di questi giorni e i documenti che citerò nella riunione.

Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III congresso dell’Associazione
a Difesa della Scuola Nazionale, a Roma l’11 febbraio 1950

Facciamo l’ipotesi…
… così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su
Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.
Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato
hanno difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora il partito
dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica,intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle.
Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora
tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi.
Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole , perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi,come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei
cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili,si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata
diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare prevalenza alle scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico.”
Piero Calamandrei

Saluti a tutti.

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