Torniamo sull’argomento influenza suina.


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INFLUENZA SUINA E VACCINO: QUELLO CHE GIORNALI E TG NON DICONO (da www.leccoprovincia.it)

Questo messaggio non vuole turbare nessuno, né dimostrare alcuna verità preconcetta, ma vuole essere d’aiuto a quanti stanno cercando di informarsi prima di vaccinarsi contro l’influenza A. Un aiuto necessario, visto che le informazioni che seguono in una buona percentuale dei casi risulteranno nuove rispetto a quanto media radiotelevisivi e quotidiani hanno fin ad oggi divulgato.
Da quando il virus influenzale ha fatto la sua comparsa in Messico ad Aprile, siamo stati bombardati da commenti e considerazioni allarmanti sulla pericolosità di questo virus che nelle statistiche però ha dimostrato essere circa 100 volte meno virulento della normale influenza di stagione.

La preparazione del vaccino contro l’H1N1 ha seguito un iter accelerato “VISTA LA NECESSITA’ DI FRONTEGGIARE L’EMERGENZA”. Negli stati uniti è stata concessa ai produttori la totale immunità giuridica rispetto ai danni alla salute che il vaccino potrebbe creare.

Il vaccino distribuito in Italia al momento è stato prodotto dal colosso svizzero Novartis. I normali tempi di preparazione di un vaccino prevedono diversi anni di ricerca: bisogna isolare il virus, studiarlo, riprodurlo in laboratorio, mutarlo per ottenere la versione depotenziata, produrre il prototipo di vaccino, testarlo sugli animali e infine sugli uomini.

La Novartis lo ha prodotto in soli 4 mesi, non ha avuto il tempo di testarlo adeguatamente, ed ha impiegato immuno-adiuvanti come l’alluminio e lo squalene, che lo rendono più potente e permettono di venderne una quantità di dosi che risponde alla richiesta di una vaccinazione così estesa.

Lo squalene fu ritenuto responsabile della cosidetta “Sindrome della guerra del golfo” in 180.000 soldati (il 25% dei soldati vaccinati contro l’antrace), e collegato a malattie devastanti e autoimmuni come artrite, irritazioni e lesioni cutanee croniche, fatica cronica, emicranie croniche, perdita abnorme di peli, vertigini, debolezza, perdita di memoria, attacchi epilettici, problemi neuropsichiatrici, effetti antitiroidei, anemia, sclerosi multipla ecc.

Il vaccino della Novartis contiene il Virus H1N1 attenuato (cioè, indebolito e reso meno nocivo), ma si tratta pur sempre di un virus che viene inoculato in milioni di pazienti sani! Viene fatto notare che l’importanza di vaccinarsi sta nel cercare diminuire le opportunità di ricombinazione del virus con altri sottotipi. Sul piano teorico, proprio la vaccinazione di massa potrebbe indurre il virus a mutare in una forma più aggressiva.

I vaccini in distribuzione nel mondo in questo momento sono prodotti principalmente da GlaxoSmithKline, da Sanofi e Baxter. E’ stato riscontrato che Glaxo e Baxter avevano depositato i brevetti del vaccino già nel 2007, molti mesi prima della comparsa del nuovo virus. Ad Aprile la filiale austriaca della Baxter è stata inoltre al centro di uno scandalo che l’ha vista responsabile dell’invio in 6 paesi di una partita di vaccino antinfluenzale contaminato da un cocktail di virus (aviaria + influenza ordinaria). La giornalista specializzata Jane Burgermaister dopo aver indagato sulle circostanza, ha depositato una denuncia penale contro l’azienda, chiamando in causa anche le autorità del suo paese.

Il microbiologo Joseph Moshe ha dichiarato in Agosto ai media americani di avere prove che la sede Ucraina della Baxter avrebbe smerciato farmaci contaminati in Ucraina. Qualche giorno dopo è stato accusato di essere un pericoloso terrorista ed è stato arrestato dall’FBI. La situazione in Ucraina è adesso molto grave, a causa di una nuova infezione polmonare che sembra generata da una variante virulenta dell’H1N1.

E’ del 23 ottobre scorso la notizia che alcuni cittadini francesi, tra i quali un sanitario, una presentatrice radiofonica ed un’insegnante, si sono rivolti al tribunale di Grenoble sporgendo denuncia contro la campagna di vaccinazione per il virus H1N1, giudicata come ”un vero e proprio tentativo di avvelenamento della popolazione”. Si tratta della prima denuncia di questo tipo in Francia, ma altre dovrebbero seguirne nei prossimi giorni a Parigi, Pau e Nantes.

L’influenza suina non è una assoluta novità. Nel 1976, negli Stati Uniti il Presidente Gerald Ford avviò una vasta campagna di vaccinazione contro il virus dell’influenza A che aveva fatto un morto e colpito, con sintomi leggeri, 240 soldati di stanza a Fort Dix, NJ. La temuta epidemia non arrivò, ma 500 americani soffrirono di effetti neurologici secondari da vaccino, la cui produzione era stata affrettata, e furono segnalati 25 decessi da sindrome di Guillain-Barré. Il vaccino venne ritirato immediatamente dal mercato in seguito a questi eventi.

Oggi l’Organizzazione Mondiale della Sanità, un organismo fortemente permeabile alle pressioni delle grandi corporations dell’industria farmaceutica, ha scatenato una vera e propria isteria collettiva su quella che è a tutti gli effetti una influenza minore, di per sé incapace di propagarsi con forza tra la popolazione. Ha attribuito sorprendentemente il valore più alto di pericolosità a questa “pandemia”, chiedendo agli stati membri di dotarsi di strumenti normativi adeguati ad imporre (se necessario) vaccinazioni obbligatorie e ogni altra forma di limitazione della libertà personale al fine di affrontare il “tremendo flagello”.

In linea con questa posizione estrema, Barack Obama ha recentemente dichiarato l’influenza A “emergenza nazionale”, dando pieni poteri alle autorità sanitarie americane per attuare la massima copertura di vaccinazione possibile, anche facendo uso della forza militare e di opportuni “centri di quarantena” nei quali dovrebbero venir ospitati coloro che sono indisponibili alla vaccinazione.

Molti stati americani hanno prontamente deliberato la possibilità di ricorrere a vaccinazioni obbligatorie in caso di grave pandemia e così ha fatto il Belgio pochi giorni fa. Il ministro della salute Francese ha richiesto all’inizio di Febbraio 2009 (!!!), a un gruppo di costituzionalisti, se l’imposizione di un piano di vaccinazione a tutta la popolazione sarebbe da considerarsi illegale e anticostituzionale. Gli esperti l’hanno rassicurato, in quanto una situazione sanitaria eccezionale giustifica ampiamente la soppressione di tutte le libertà individuali!

I quantitativi di vaccino che i governi hanno prenotato presso le multinazionali del farmaco dovrebbero essere somministrati in due tornate, la prima è stata appena avviata, la seconda dovrebbe avvenire intorno a Gennaio e coinvolgere la popolazione in maniera molto più capillare. Si prevede infatti per quel momento una diffusione molto più importante del virus.

Nel frattempo, in concomitanza con l’inizio del “piano mondiale” di vaccinazione, si cominciano a registrare i primi effetti nefasti della vaccinazione. In Svezia ci sono già 5 casi di morte imputabili alla somministrazione del vaccino, e ben 350 casi di complicanze ed effetti indesiderati. Questo solo per parlare degli effetti “a breve scadenza”.

Per quanto incomprensibili e sconcertanti questi sono i fatti che stanno accadendo e che sono riscontrabili da fonti ufficiali.

Uno studio del Dott. Mercola del Natural Health Center (Illinois) dimostra come i casi di influenza A censiti dalle autorità sanitarie negli stati uniti siano in realtà attribuibili al nuovo virus solo per il 15%. E’ impressionante osservare come i telegiornali e la stampa diano in questi giorni risalto a decessi di persone per lo più gravemente colpite da altre patologie che ben poco hanno a che vedere col virus, e come si tenda a far crescere la tensione nonostante l’esiguità del fenomeno.

E’ molto importante vincere il condizionamento mediatico che è attualmente in atto e incoraggiare le persone a formarsi un’opinione critica in merito all’assunzione del vaccino, attingendo le proprie informazioni da fonti indipendenti, affidabili e non compromesse. Sembra secondario, ma questa in realtà è la cosa più importante.

Prendetevi 5 minuti per vedere anche la presentazione qui sotto. Da diversi fronti arrivano più o meno le stesse notizie. Esistono problemi più gravi dell’influenza suina. Anche l’efficacia degli antivirali sembra in realtà molto ridotta: devono essere assunti entro 48 dai primi sintomi e abbreviano i tempi di guarigione mediamente di un giorno (fonte Salute Test, ottobre 2009 – Altroconsumo). In compenso si stanno sviluppando virus resistenti agli antivirali, così come l’uso indiscriminato di antibiotici accelera lo sviluppo di batteri ad essi resistenti.

L’affare dell’influenza A

Saluti a tutti.

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