Pasticcio liste elettorali, se fossero stati gli altri a sbagliare?


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In questi giorni viene spontaneo pensare cosa sarebbe successo se ad essere esclusi dalla corsa fossero stati il PD o magari qualche lista nuova e fastidiosa come il Movimento 5 stelle.
Probabilmente, specie nel caso dell’ultima, tutti avrebbero detto che bisognava stare alleregole.
Leggete un po’ le dichiarazioni degli stessi che adesso gridano l’ingiustizia, quando il pasticcio capitò alla Mussolini.

Dal gruppo facebook “Io lo so …. un popolo informato è un popolo libero …”.

Dopo il pasticcio delle schede elettorali (neanche quello sanno fare ) il Sultano cerca di modificare la legge in estremis per il proprio tornaconto ( che novità) cambiare e riscrivere le regole del gioco a suo favore.
E allora qualcuno inizia a pensare , ma a parti inverse come avrebbe reagito il Pdl che oggi si appella al diritto di tutti i cittadini di votare per il proprio partito ? Ebbene cè un precedente ed è emblematico rileggere i commenti di allora, anno 2005 quando i brogli li fece la Lista della Mussolini (alternativa sociale) in guerra con la Casa delle Libertà

“Le firme sono macroscopicamente false!”, tuonava il Giovanardi, “procure e uffici preposti escludano le liste presentate in modo irregolare!”. “Le autorità competenti facciano controlli a campione sull’autenticità delle firme!”, strillava il Tajani. “E’ una truffa agli elettori!”, fremeva il Landolfi.

“E’ una partita a carte truccate”, si stracciava le vesti Storace, “qui si gioca sporco, la campagna elettorale va combattuta ad armi pari”. “Quando ci sono le elezioni bisogna rispettare le regole”.

Gasparri: “Diamo un premio ai pochi che han messo la firma vera”.
La Russa: “Possono capitare 2,3,10 firme contestabili, ma qui si parla di centinaia! Pecioni! Dicono di aver dietro falangi, poi non mettono insieme 4 firme regolari”.

Gasparri nei panni di pm: “E’ un reato associativo, un attentato alla democrazia. Cosa c’è di più antidemocratico che falsare la competizione elettorale con firme false? Il capo dello Stato non ha nulla da dire?”.

Calderoli: “Predicano bene e razzolano male, parlano di moralità e poi ricorrono a mezzucci”.

Formigoni (ma sì, lui): “Le regole vanno sempre rispettate. E’ giusto che ci sia un controllo rigoroso degli eventuali abusi e che siano puniti coloro che ne hanno commessi. Gli organi preposti verifichino se le firme sono corrette o false”.

Ri-Gasparri: “Non è una vicenda politica, ma giudiziaria. La democrazia è in pericolo, ci sono profili penali. Vanno cancellate le liste con firme false e vanno perseguiti quelli che le han facilitate. Il capo dell’associazione si chiama Prodi”.

Maroni: “Voglio sanzioni ancor più gravi della semplice esclusione delle liste: chi raccoglie firme false fa una truffa elettorale”.

Alemanno: “Decidano i giudici. Moltiplichiamo i controlli: sono regole fondamentali per la democrazia”.

Capezzone stava per chiamare i Caschi blu: “S’impongono controlli a tappeto anche con l’ausilio di osservatori internazionali (chiedendo un intervento immediato dell’Ocse), su tutte le liste presentate in tutt’Italia”.

Matteoli: “Falsari”.

Bondi: “Comportamento disgustoso e immorale della sinistra che non condanna chi viola le leggi”.

La Russa: “Bastava che la Mussolini raccogliesse qualche migliaio di firme in più”.

Castelli: “Le firme van raccolte onestamente secondo la legge”.

Poi si scoprì che le firme false le aveva infilate qualcuno dello staff Storace con accessi abusivi all’anagrafe della regione. E il Consiglio di Stato riammise As. Apriti cielo: botte da orbi alle toghe rosso-nere.

Landolfi: “Sconcertante”.
Bartolini: “I giudici stabiliscono il principio di illegalità, gli elettori puniranno i truffatori”.
Cicchitto: “Forzatura gravissima”.
La Russa: “Abnorme”.
Gasparri: “Pagare gli stipendi ai consiglieri di Stato solo il 31 febbraio”. Giovanardi: “Pagina vergognosa della storia italiana”.
Berlusconi: “Sentenza paradossale: riammette una lista con firme false. Per salvaguardare la correttezza democratica del voto, il Consiglio di Stato avrebbe dovuto occuparsi del fatto principale, cioè delle firme false, e non di un cavillo”.

tratto da “il fatto Quotidiano” unico quotidiano che non riceve finanziamenti pubblici

Saluti a tutti.

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