Divide et impera


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Leggo le news di oggi, e come ieri mi sento soffocare, sento una pressione sul petto, qualcosa che mi sale per la gola. Siamo un paese in balia dei prepotenti e dei malfattori. Chi dovrebbe far rispettare la legge è il primo a violarla, chi dovrebbe difendere le istituzioni è il primo a scardinarle, chi dovrebbe essere garante della costituzione è il primo a calpestarla, chi dovrebbe camminare a braccetto con la giustizia la rifugge.
I partiti, il federalismo, le autonomie, l’indebolimento dei contratti nazionali e dell’articolo 18, tutto viene storpiato e modificato per dividere il popolo italiano in migliaia di piccoli gruppetti alle prese con tanto lavoro, tanti problemi e tanta burocrazia, tutto …. pur di non lasciarci il tempo di capire, di metterci insieme e di ragionare.
Il metodo è semplice, prendi un popolo, tienilo diviso e usa tutte le tv e la maggior parte dei giornali per tenerli divisi o tenerli in un mondo surreale, sviare sempre l’attenzione dall’occhio del ciclone: divide et impera ecco cos’è. In informatica si usa per risolvere e gestire problemi complessi, in politica serve a gestire l’opposizione popolare in maniera più semplice.
La realtà è che la maggior parte delle persone vuole le stesse cose, ha gli stessi obbiettivi e tenerli occupati a insultarsi l’uno con l’altro contribuisce ad evitare che si accorgano di questa semplice verità.
Destra, sinistra e centro non esistono, sono pure convenzioni, un tempo avevano forse un senso, ora non lo hanno più.
Però alcune distinzioni hanno ancora senso, la divisione tra onesti e disonesti, tra altruisti ed egoisti, tra coraggiosi e codardi, tra lavoratori e fannulloni…
Quando la maggior parte di noi, da destra e da sinistra capiranno che solo questa divisione ci impedisce di vedere le vere differenze tra le categorie che ha veramente senso distinguere, bene, allora si inizierà a risalire la china.
Speriamo che questo tempo venga presto, perché il nulla si sta prendendo proprio tutto e la mancanza di opposizione rende il nulla più prepotente, sfrontato e manesco e noi tutti siamo troppo divisi per riuscire ad arginare l’ondata.

Decreto interpretativo
Molti costituzionalisti hanno definito illegittimo il decreto interpretativo, il TAR del Lazio lo ha trovato inapplicabile e illegittimo per alcuni punti. Per il Presidente Napolitano, tutto era a posto.
Da piccolo pensavo che chi era stato partigiano, seppur in giovane età, doveva avere un grande coraggio e un forte attaccamento al senso del dovere e della giustizia. L’età ci porta via proprio tutto?

Meditate gente, meditate.
Saluti a tutti.

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