Dopo elezioni


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Dopo aver digerito la tornata elettorale possiamo iniziare a parlarne, ridotto il reflusso gastroesofageo che aveva subito un’impennata improvvisa, a bocce ferme si può cercare di ragionare.

Prima delle elezioni:
– Il PDL non riesce a presentare le liste in Lombardia e Lazio, per incapacità, dopo un primo momento di ammissione di colpa (24 ore non di più) arriva Silvio a ribaltare la frittata … sono stati i comunisti e i radicali che dopo il consueto banchetto di bambini sono andati a impedire la presentazione delle loro liste. Il PDL in Lombardia viene ripescato per un pelo, nel Lazio gli errori erano troppo grossolani. Perfino il decreto anticostituzionale e dittatoriale, cosiddetto interpretativo, non riesce ad obbligare chi deve fare il proprio lavoro a riaccettare la lista, anche Sgarbi non ci riesce, ma nessuno pensa a un decreto per la sua lista, chissà come mai. Comunque arriva Silvio, che con in mano la quasi totalità tra giornali e telegiornali, riesce, ovviamente senza difficoltà a far credere che i cattivissimi comunisti stanno cercando di impedire la loro presenza alle elezioni. Gli italiani, come al solito abboccano.
– Silvio viene scoperto a ordinare la chiusura di trasmissioni comuniste che gli danno fastidio, accidenti, quei comunisti di magistrati lo intercettano, incredibile, ma come si permettono? Intercettare il re? Non viene detto che le intercettazioni erano fatte ad altri e che purtroppo, quando si intercetta una telefonata, all’altro capo del filo c’è sempre qualcun altro … in questo caso Silvio. E’ sempre colpa dei giudici e dei magistrati rossi. E’ si, voi non lo capite, ma siamo in un paese profondamente comunista e tutti ce l’hanno con Silvio. Per fortuna poverino si può un po’ svagare in una delle sue 28 ville un po’ a turno, per meglio meditare sulle sciagure dei poveri operai che invece preferiscono meditare in cima ai tetti mentre difendono il loro lavoro.
Anche questa storia viene ingurgitata e digerita dalla popolazione senza fiatare. Il Presidente del Consiglio ordina di chiudere delle trasmissioni e queste vengono chiuse, ok, perfettamente normale no?
– Nel frattempo il re va avanti e indietro da un telegiornale all’altro e da una trasmissione all’altra, la par condicio esiste solo per PDL e Lega, se ne accorge anche l’AGCOM, un po’ in ritardo purtroppo. Nel frattempo arrivano le regionali e non è stato fatto nessun approfondimento sui programmi degli schieramenti politici, a parte poche eccezioni, tra cui il Movimento 5 stelle.
Addirittura sua emittenza va a Sky, qualcuno appende una citazione di Marco Fabio Quintiliano, un intellettuale nato nel 35 d.C: “Odiare i mascalzoni è cosa nobile”. I pericolosi giornalisti vengono fermati dalla Digos per qualche nuovo tipo di reato, forse “citazioni latine proibite” o “esposizione di libero pensiero”. Nessuno dice nulla, nulla più scuote le coscienze italiane e nemmeno dei dirigenti di polizia che la libertà dovrebbero difenderla anziché offenderla.
Dopo elezioni:
– Si arriva alle elezioni, grande astensione rispetto alle precedenti regionali, vota circa il 65%, due persone su 5 non votano perché non si riconoscono in alcuno schieramento, pensano che tanto non cambia nulla, tutti sono uguali.
– Il PD perde quattro regioni, però Bersani dice che è andata bene, sicuramente c’è da crederci, se lo dice lui! Il Piemonte poi viene perso a causa del Movimento 5 Stelle (sempre secondo Bersani). Beh certo, se si presentava solo il PD poteva sicuramente vincere. Quindi, quando alle olimpiadi il campione di turno perde può sicuramente incolpare gli altri atleti che hanno gareggiato contro di lui. Ma guarda un po’ che screanzati.
il PDL dice che va bene, credo sia vero, malgrado ne combinino di cotte e di crude, gli italiani, tenuti in coma dai media e dai giornali, non ne sanno nulla, la colpa è sempre dei comunisti e quindi votano Lega e PDL. Il PDL tace un attimino sul fatto che in realtà in percentuale i voti stiano diminuendo a favore della Lega e dell’astensione.
– In realtà in queste elezioni c’è una novità incredibile, un nuovo movimento si presenta in 5 regioni, in 2 prende il 2,5%, in una l’1,5% in Piemonte il 4,5 e in Emilia il 7%. E’ una cosa da prima pagina. Un tempo quando DC e PCI, oppure PSI o MSI si spostavano dell’1% se ne parlava per una settimana. Il Movimento è nuovo, nessuno ne parla, addirittura molti non sanno della sua esistenza e arriva al 7% in Emilia.
Nessuna prima pagina, solo qualche articoletto e soprattutto la colpa di aver tolto voti al PD. Tutto normale ovviamente, in Italia l’anormalità è normale e il normale è eccezionale.
– Adesso la coalizione di centro destra si sente autorizzata a fare altre riforme che strappettino dopo strappettino ci trascineranno ancora più giù verso il baratro che appare di profondità infinita. Man bassa sulla giustizia, cercheranno di impedire i processi al re e lo faranno anche a costo di eliminare le intercettazioni, una marea di delitti che riguardano tutti non verranno più perseguiti. Tutti i media sono concentrati nello sforzo di far credere che un magistrato possa ascoltarci al telefono, cosi’, per sfizio, come ascoltasse un reality show …. e gli italiani se la bevono e mandano giù, tranne poi lamentarsi (più avanti) quando scontrandosi con l’ingiustizia si accorgeranno che esistono due pesi e due misure, una per chi è il popolo e una per chi si crede al di sopra del popolo potendosi procurare ottimi avvocati.

Una domanda continuo a pormi. Ma se i comunisti sono cosi’ cattivi e sono dappertutto, come mai Silvio che è loro nemico è riuscito a diventare così ricco? Non è che lui è un infiltrato comunista? Il dubbio mi viene, anche perché i suoi modi e i suoi metodi sembrano molto comunisti: gli danno fastidio le critiche, le opinioni altrui, cerca di accentrare tutti i poteri e le aziende nelle sue mani.

Un ultima riflessione, il 27% (dato di riepilogo nazionale) del 65% (quanti hanno votato) è circa il 18%. Caro Silvio, con te ci sono meno di due persone su dieci, governi comunque, ma non si può proprio dire che tu rappresenti la maggioranza.

Saluti a tutti.

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2 commenti

  1. OK. Analisi chiarissima. Ma per uscirne mi chiedo: la risposta di Grillo a De Magistris come ti ha lasciato?

    1. Al momento ci sono rimasto male ma poi ho pensato a cosa significava e ora personalmente approvo, anche se non nella forma, come spesso mi accade, la risposta di Grillo. Il Movimento mette al centro la politica e le proprie proposte, non gli ideali e nemmeno la fama del politico. Nessuno ha dato mandato a Grillo per approvare alleanze. Il Movimento si è contato con queste elezioni, adesso deve organizzarsi per raggiungere l’obbiettivo di aprire la propria politica a tutti gli iscritti e non solo a chi riesce a partecipare ai gruppi sul territorio.
      Se si vuole esse l’alternativa nè di destra, nè di sinistra, ma semplicemente avanti, come sta diventando il motto del Movimento, non ci si può alleare con nessuno.
      E poi allearsi in fondo cosa significa. Ci si può appoggiare a vicenda su ciò che viene proposto di buono, indipendentemente dal fatto che le proposte vengano da uno schieramento o dall’altro. L’importante è fare il bene della collettività.
      Ciao

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