Sulla strada per Pietranera


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L’Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma – GCR scrive al comitato Cave all’Amianto? No Grazie!.

Sulla strada per Pietranera

Pietranera è un luogo sperduto e bellissimo, affogato nel verde selvaggio della Valdorbora, valletta laterale della Valceno, a pochi chilometri dal capoluogo Bardi.

Pietranera, come si intuisce dal nome, è un massiccio di origine antica, un ofiolite che ci porta notizie della crosta oceanica del Giurassico, un memento della nostra stessa storia sulla Terra.

Pietranera è una cava, da anni utilizzata per produrre ghiaia. Centinaia di tonnellate di materiali che sono scesi a valle per rifornire cementifici e altre industrie di trasformazione.

L’ofiolite è ormai nota per la presenza di fibre di amianto, annegate in queste rocce verdi-nerastre. Fibre che con la demolizione vengono liberate in ambiente in gran quantità.

Ma che anche nel momento dell’utilizzo mettono a rischio lavoratori e fruitori degli stessi materiali.

I rischi per le popolazioni residenti sono quindi evidenti eppure la cava è ancora in attività e si stenta a scegliere la strada della precauzione e della salute anche a costo di misure severe e impositive da parte dell’amministrazione locale.

Lo scorso novembre a Salsomaggiore un convegno dell’Isde, con relatori i medici per l’ambiente Maria Cirelli e Manrico Guerra hanno testimoniato la negazione del problema a livello regionale.

Nonostante l’evidenza del problema, da decine a centinaia di microgrammi di amianto emessi per ogni chilogrammo di pietra scavata, le cave di ofiolite sono ancora al loro posto e attive.

E’ la stessa regione a quantificarle: 12 in tutto, ma di queste 10 nella nostra provincia, di cui 8 nella valli di Taro e Ceno.

Uno studio del 2004 che ha permesso di evidenziare le popolazioni a rischio ma che non ha portato alcun cambiamento o decisione in merito.

A Bardi lo scorso luglio è nato il comitato “Cave all’Amianto no grazie” ( http://www.caveallamiantonograzie.info ) che intende difendere la salute del territorio e raccogliere i due anni di lotta sottobosco, cercando di porre la parola fine a questo ennesimo insensato sfruttamento del territorio.

Lettere al sindaco di Bardi Giuseppe Conti, interrogazioni, proposte: per ora è il silenzio a coprire i danni di questo insensato carpire pietra e spargere amianto. Un silenzio pesante e inaccettabile.

Pietranera è un esempio tra i tanti di gestione insensata del territorio e delle sue risorse.

Ci fa capire come non ci siano confini all’errore e alla semplificazione, al far finta di niente e al tentennare di fronte al rischio sanitario e ambientale.

Ogni camion di pietra uscito dalla cava corrisponde a 20 tonnellate circa di prodotto che ci porta a calcolare un margine giornaliero di emissione di amianto tra il chilo e i dieci chili.

Ogni giorno, sulla strada per Pietranera.

Stiamo assistendo inermi ad un modello di sviluppo che porta alla distruzione delle risorse, all’accumulo di vantaggi economici per pochi, all’impoverimento dei più.

Una disattenzione totale nei confronti dell’unico pianeta disponibile che chiama all’appello tutti i cittadini di buona volontà, tutta la cittadinanza attiva che si muove su linee nuove di pensiero, per dare un futuro al nostro territorio.

E’ forse giunto il momento di un confronto aperto tra questi nuovi Cavalieri della Food Valley, per cominciare a pensare seriamente a un dialogo ed a una collaborazione che permetta efficacia nella libertà, dialogo nel rispetto.

Un riconoscimento del comune traguardo che potrebbe portare a scenari inaspettati.

Saluti a tutti.

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